Luciano Breggion, titolare Acanto Astucci imprenditore, morto improvvisamente a 57 anni

Luciano Breggion, titolare Acanto Astucci imprenditore, morto improvvisamente a 57 anni

Alessandria, 2 maggio 2013, funerali ore 11

Sono le quattro del pomeriggio, sto rientrando a casa e vedo un annuncio che mi colpisce amaramente:
“E’ improvvisamente mancato all’affetto dei suoi cari Luciano Breggion…”
…il funerale c’è stato stamattina e non ne sapevo nulla.

Ci eravamo conosciuti negli anni ’90, quando mi occupavo di comunicazione con la mia agenzia di pubblicità ed avevo da poco acquistato l’Editrice Taro 1957.

Con l’agenzia si lavorava molto nel settore della gioielleria, eravamo un team di una decina di professionisti e curavamo l’immagine (ADV, ufficio stampa e PR) di diverse realtà:
Associazione Orafa Valenzana, Fiera di Valenza, Cassa di Risparmio di Alessandria, Recarlo Gioielli, e tanti altri.

Si lavorava molto sull’immagine del brand in vetrina e pertanto il packaging (l’astuccio) e l’espositore presso il punto vendita erano di fondamentale importanza.

Luciano Breggion era il direttore di produzione di una importante azienda di produzione di espositori e astucci nell’alessandrino.

Decidiamo di unire le forze e partiamo con la  Acanto Astucci: Luciano Breggion, Amministratore Delegato e Giuseppe Danielli, Presidente.

Dopo un paio di anni siamo arrivati a fatturare il nostro primo miliardo (di Lire).
Ma è arrivata anche una bella truffa da 240 milioni di lire da parte di un’azienda affermata da 15 anni, della quale conoscevamo i dirigenti che hanno pensato bene di architettare a tavolino un bel fallimento pilotato che ha travolto gioiellieri, fornitori vari (tra i quali noi di Acanto Astucci). Sul momento non ricordo più il nome dell’azienda ma è quella che ha
realizzato la spilla in argento celebrativa dei mondiali di calcio Italia ’90 rappresentante la mascotte ufficiale della manifestazione… un calciatore tricolore, fatto di tanti quadrettini.

Ricordo solo che, per non dover pagare anche 40.000.000 di Lire di  IVA, siamo stati costretti a cedere il credito e pagare ulteriori 6.000.000 di Lire
Una bella batosta che ci ha messo in ginocchio.
Luciano Breggion ha rilevato le quote del sottoscritto, io sono uscito dall’azienda e le nostre strade si sono divise.

So che per vari anni ha lavorato come un pazzo, combattendo con i creditori, con le banche e con i primi problemi di salute dovuti allo stress.
Non so per quale motivo ora sia mancato all’improvviso, sono diversi anni che non lo sentivo più, di certo non si meritava di finire i suoi giorni a 57 anni.

Ciao Luciano, ora finalmente hai finito di tribolare e le banche hanno un imprenditore in meno da “strozzinare”.

Giuseppe Danielli

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