Vendita porta a porta, tessere sconto fasulle, cataloghi “gratis” -S.O.S.: Cosa fare per uscire dalla truffa

Vendita porta a porta, tessere sconto fasulle, cataloghi “gratis” -S.O.S.: Cosa fare per uscire dalla truffa

Kikka è una lettrice (…internauta) approdata su Newsfood.com (vedi articolo) e tanti commenti- dopo
aver cercato in internet un modo per difendersi dalle truffe “porta a porta”.
Ha trovato alcuni articoli che parlano di truffe e di tessere sconto. Ha inviato un suo commento ed ora ci racconta la sua storia di come è riuscita ad uscire dalla trappola nella quale
era caduta.

Non sono pareri di un legale, sono solo indicazioni pratiche, frutto di un’esperienza vissuta da Kikka, truffata, ma che ha reagito senza farsi prendere dal panico.
La sua esperienza può essere utile a chi si dovesse trovare nelle stesse condizioni.

Firenze, 25 febbraio 2013
Carissima redazione, sono felice di raccontarvi la strada che ho percorso per liberarmi dal contratto, da me firmato inconsciamente, senza alcuna volontà di acquisto,
Kikka.

Come fare ad uscire da un a situazione poco piacevole:
Questo fenomeno esiste da tempo ma con l’aumentare della crisi aumenta anche il giro delle vendite porta a porta poco chiare, con lo scopo di carpire la buona fede di chi accoglie questi
truffatori nelle loro case.

Girano sempre più sedicenti addetti di compagnie di servizi essenziali: luce, gas, telefono… non aprite a nessuno! Mai, in nessun caso, se siete da soli in casa. E’ un vostro
diritto!

Ma non mancano anche chi “offre” altri tipi di beni, dalle carte fedeltà per centri commerciali che (regolarmente) non verranno mai aperti, agli sconti sull’acquisto di prodotti da
catalogo che promettono non essere vincolanti ma che invece si dimostrano esserlo, alle richieste via e-mail di dati personali quali password, codici pin di bancomat o carte di credito.

Basandomi sulla mia esperienza personale, vorrei darvi alcuni consigli su cosa non fare o (se come me ci siete caduti) su cosa fare per far valere i vostri diritti.

In molti casi si viene preventivamente contattati per telefono e una signorina dai modi gentili propone la visita a casa da parte di un incaricato per far visionare il materiale. In questo caso
è bene rispondere di non essere interessati, salutare e, anche se si ritiene di essere poco educati non importa, chiudere il telefono senza dare opportunità di replica.

Nel caso in cui vengano a suonare alla porta è bene dire di non essere interessati, di non aprire e soprattutto di non firmare nulla.

Io purtroppo questi passaggi non li ho seguiti e ora vi racconto la mia esperienza e cosa ho poi fatto per far valere i miei diritti.

Vengo contattata telefonicamente da una signorina che mi dice se conosco il vecchio “Postalmarket”, che loro sono un’azienda del nord Italia e che vogliono farsi conoscere anche nel resto del
paese, che se voglio passerà un incaricato a lasciarmi il catalogo e che per questo avrò diritto a uno sconto dal 30% al 50% su un eventuale acquisto. Io, un po’ per
ingenuità e un po’ per gentilezza acconsento, dopo pochi giorni arriva a casa mia questo incaricato, mi porta il catalogo, me lo sfoglia velocemente davanti facendomi notare che sono
prodotti per la casa tutti made in Italy, mi dice che devo firmare per farmi lasciare il catalogo e per poter usufruire dello sconto che mi era stato proposto telefonicamente, io chiedo se la
cosa sia vincolante, se devo per forza acquistare ma mi viene risposto di no. Io firmo, purtroppo senza leggere accuratamente. Dopo circa 15 giorni viene un secondo incaricato e qui la musica
cambia, i modi gentili spariscono e mi viene fatto vedere che in realtà ho firmato un contratto che mi obbliga all’acquisto di prodotti per 6.990€, mi prende l’agitazione e
l’incaricato inizia a minacciare di andare per vie legali se non avessi rispettato il contratto, che oramai i 10 giorni per il recesso erano passati, poi prova a propormi una “soluzione”.
Telefona ad un fantomatico direttore che mi offre di ridurre la spesa a 3.550€ e di farmi uscire dal contratto. Pur di non pagare la somma intera accetto e sottoscrivo questo ordine con
spesa inferiore. Quando l’incaricato se ne va mi metto a cercare in internet l’azienda e con mia amara sorpresa scopro essere una ditta poco seria, che opera in questo modo e che le persone
ingannate sono tante.

Qui ci sono i passi che ho fatto io a questo punto per cercare di far valere i miei diritti.

Prima cosa: fare una segnalazione dell’accaduto all’Antitrust al sito https://www.agcm.it/ dove troverete “Segnala on line all’Antitrust” e compilando il
modulo.

Segnalare la cosa alle forze dell’ordine (carabinieri, polizia o guardia di finanza).

Inviare all’azienda in questione, via e-mail e poi, stampando la stessa lettera, via raccomandata con ricevuta di ritorno (a.r.), una richiesta di recesso. Qui di seguito metto quella che ho
scritto io:

Raccomandata a.r.

Spett.le ditta

……………………….. (nome e indirizzo dell’azienda)

E per conoscenza

Spett.le …………………. (indirizzare ad una associazione di consumatori a voi vicina in lettera semplice)

Il/la sottoscritto/a ……………., nato/a a …………….., il …………… e residente a …………. in via
………….

Premesso che in data …………… (inserire data della prima visita) in occasione di un colloquio promozionale presso la mia abitazione cui era stata preventivamente invitata
telefonicamente con la promessa di una agevolazione negli acquisti ha sottoscritto un certificato d’iscrizione.

Premesso che in data ……………. (inserire data della seconda visita) in occasione di un secondo colloquio presso la mia abitazione ha sottoscritto un ordine di acquisto con
un Vs incaricato dei seguenti beni: ………………… (elencare i beni in ordine mettendo in evidenza anche eventuali errori), per il prezzo di €
………. e da pagare in ……….. (specificare le modalità di pagamento concordate), corrispondendo la caparra confirmatoria di € ….. ed il resto mediante
….. (indicare se finanziamento, bollettini o altro).

A tal fine, si fa presente che il contratto in questione, sottoscritto presso la mia abitazione, è un contratto sottoscritto fuori dai Vs. locali commerciali, con conseguente
applicazione degli artt. 45 e ss. del Codice del Consumo.

Pertanto, non essendo stata informata sulla propria facoltà di recesso in caso di prodotto danneggiato, non conforme alle specifiche del prodotto o di ripensamento dopo la visione dello
stesso, ai sensi della normativa citata, il relativo termine è di 60 giorni ex art. 65 Codice del Consumo.

Ciò premesso, il/la sottoscritto/a comunica il proprio recesso dal suddetto contratto in virtù della suddetta normativa. Inoltre, nessuna penale è dovuta in base alle su
indicate disposizioni. Chiede altresì la restituzione di € ……….. versati alla firma dell’ordine in qualità di caparra.

Inoltre, le modalità in cui è stato ottenuto il consenso alla sottoscrizione violano le disposizioni di cui al D. Lgs. n. 146/2007.

Con riserva di eccepire la vessatorietà ai sensi degli artt. 33 e ss. Codice del Consumo.

Pertanto, vi invito a prendere atto di quanto sopra con conferma scritta entro 15 giorni da inviare alla scrivente, con riserva di adire le vie legali per la tutela dei propri diritti ed
interessi.

Segue raccomandata a.r. entro 48 ore come previsto dall’art. 64 del Codice del Consumo.

Distinti saluti

……………..(nome e cognome e firma)

Recarsi presso una associazione di consumatori, possibilmente la stessa a cui avete inviato copia della lettera, portando tutto il materiale (contratto, ordine, lettera) e farsi consigliare.

Se è stata sottoscritta una finanziaria e se ne possiede una copia, contattare la finanziaria, far presente l’accaduto e chiedere come fermare il finanziamento. Se non si possiede copia
della richiesta di finanziamento, rivolgersi alla propria banca con la copia di tutto il materiale (contratto, ordine, lettera) e chiedere di non pagare le rate della finanziaria.

Se nel frattempo viene consegnato il materiale, non ritirarlo e non firmare niente. Se si presenta a casa un nuovo incaricato chiedendovi di firmare per rescindere il contratto, non firmare,
devono rispondere per lettera e non con un incaricato.

Quando arriverà la loro lettera che vi libera dal contratto, prima di firmarla, sottoporla alla visione dell’associazione dei consumatori a cui vi eravate già rivolti e chiedere
spiegazioni. Se pensate che la lettera vi liberi solo dall’ordine ma non dal contratto, chiedete all’associazione dei consumatori di contattare l’azienda (se chiamano loro ha sempre un altro
peso che se chiamiamo noi). A questo punto se viene dato l’ok, firmate e rimandate nelle modalità in cui è stato richiesto. Se viene chiesto di firmare e rispedire via lettera,
ricordarsi di fare una fotocopia della lettera da tenere per voi.

Se chiedono in quale modalità restituire la caparra da voi versata, la cosa migliore è un bonifico sul vostro conto, scrivete le coordinate bancarie sul fondo della lettera per
evitare eventuali smarrimenti di fogli secondari.

Spero di essere stata utile, io, seguendo questi passi, sono riuscita a venirne fuori.

Kikka

Redazione Newsfood.com+WebTv


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Commenti ( 3 )
  1. CIRO
    20 Febbraio 2014 at 10:14 am

    ciao, e se io ho gia dato la caparra e ricevuto la merce a casa?! posso fare qualcosa!? grazie

  2. Flavia
    10 Luglio 2016 at 1:33 pm

    Grazie per le informazioni ricevute, sei stata brava, anche io ci sono cascata e ora devo fare tutta la trafila. Queste cose bisognerebbe renderle più visibili e alla conoscenza delle persone che, probabilmente perchè sono oneste, riescono male a difendersi dai truffatori.
    Bisognerebbe dirlo a tutti!
    La tua parte l’hai fatta, ora risolvo la cosa e anche io farò la mia.
    Grazie ancora

  3. Linda
    15 Marzo 2017 at 2:34 pm

    Anche mia madre è incappata in questa truffa. Proponendo dei buoni sconto si è poi ritrovata nelle mani un catalogo e un contratto che ingenuamente ha firmato che la obbligava all’ acquisto di uno o più articoli per 6.990 euro dove la cifra era posta in fondo alla commessa come se fosse un semplice numero, ovvero non vi era il simbolo di euro € che avrebbe potuto far sorgere in mia madre qualche dubbio.

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