Enzo Jannacci, la scomparsa a 78 anni: El porta pi el scarp de tennis (aneddoti e curiosità)

Enzo Jannacci, la scomparsa a 78 anni: El porta pi el scarp de tennis (aneddoti e curiosità)

By Redazione

—–Original Message—–
Date: Sat, 30 Mar 2013 13:27:16
Subject: Enzo Jannacci, la scomparsa – Cordoglio della Associazione Amici di Milano e dell’Istituto Europa Asia
Associazione Amici di Milano
e
Istituto Europa Asia

Milano, 29 marzo 2013
L’Associazione Amici di Milano, e l’Istituto Europa Asia presieduti da Achille Colombo Clerici, esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa di Enzo Jannacci. “Ha cessato di
battere il cuore di un grande poeta della milanesita’, ironico e intelligente ” ha detto Colombo Clerici, ricordando l’autore di canzoni indimenticabili e, insieme, il geniale cardiochirurgo, il
cabarettista, il testimone aedo degli sconvolgenti anni ’60, dei “balordi” e degli umili, il compagno nell’arte di Giorgio Gaber, di Dario Fo, di Adriano Celentano, di Little Tony, di Luigi Tenco
e Fabrizio De Andre’.    

Enzo Jannacci era nato a Milano 78 anni fa e aveva trascorso la vita in via Sismondi, in viale Romagna, in via Mameli per spegnersi infine in una casa di cura privata.

Si associa al lutto l’intero direttivo di Amici di Milano:  Giuseppina Bruti Liberati – Bernardo Negri da Oleggio – Angelo Caloia -Ippolito Calvi di Bergolo – Elisabetta Falck – Giulio
Ballio – Giuseppe Barbiano di Belgiojoso –
Mario Boselli – Diana Bracco de Silva – Giuseppe Branca di Romanico – Ferdinando Cornelio – Valentina Cortese –
Ferruccio De Bortoli – Enrico Decleva – Adriano De Maio – Sergio Escobar – Federico Falck – Maria Teresa Fiorio –
Carlo Fontana – Renato Mannheimer – Guido Martinotti – Lorenzo Ornaghi – Angelo Provasoli – Pasquale Spinelli – Gianni Vallardi – Umberto Veronesi – Sergio Zaninelli.

La Redazione di Newsfood.com
si associa al cordoglio

Enzo Jannacci
Forse non tutti sanno che:

– Il ramo paterno della famiglia è di origine pugliese: il nonno, Vincenzo, era emigrato a Milano da Bisceglie.
– nel 1967 si laurea in medicina all’Università di Milano e per ottenere la specializzazione in chirurgia generale si trasferisce in Sudafrica, entrando nell’equipe di Christiaan Barnard,
poi si reca negli Stati Uniti.
– Nel 1956 diventa tastierista dei Rocky Mountains, alla cui voce c’è Tony Dallara, lascia il gruppo e, grazie all’amico Pino Sacchetti, conosce Adriano Celentano, che gli propone di
entrare come tastierista nel suo complesso, i Rock Boys,
– Come jazzista suona con musicisti dello spessore di Stan Getz, Gerry Mulligan, Chet Baker e Franco Cerri,
– Nel 1963 inizia ad esibirsi al Derby, locale milanese di cabaret, dove conosce prima Dario Fo, e quindi Cochi e Renato
– Realizza  “Papalla”, un’altra scenetta per gli spot di Carosello che durerà cinque anni.
– Vengo anch’io. No, tu no: negli ultimi tempi si è venuti a conoscenza di una strofa che, per motivi legati alla censura, è stata rimossa dalla canzone e che si riferisce alla
tragedia dei minatori italiani in Belgio (Disastro di Marcinelle) ed anche alla sanguinaria dittatura del generale congolese Mobutu.
– Paolo Conte diventa per Jannacci un punto di riferimento sia negli studi di registrazione che nella vita privata; i due realizzano insieme Sudamerica ma soprattutto Bartali
– collaborazione con Giorgio Gaber, dichiarando con sincerità: « …Eravamo tremendi, stonati… Volevamo fare un duo tipo Everly Brothers ma eravamo negati, un disastro, con il
risultato che facevamo sketch più che canzoni. »
– Nel 1984 scrive l’inno del Milan, di cui si dichiara tifoso sfegatato; nel mese di ottobre Antenna 3, emittente televisiva lombarda
– in uno degli spettacoli, suscita l’ilarità del pubblico dialogando con la sua immagine proiettata sul maxischermo: « Non si capisce le parole, quando parli…Guarda Gaber, lui
si capisce! »
– Ha composto anche numerose colonne sonore, come quelle di Romanzo popolare di Monicelli (1974, di cui insieme a Beppe Viola ha anche tradotto in un felicissimo slang milanese i dialoghi di Age
e Scarpelli e al quale ha regalato una delle più poetiche e intense canzoni da lui scritte, Vincenzina e la fabbrica); Pasqualino Settebellezze (1975), di Lina Wertmüller;
Sturmtruppen (1976); Gran bollito di Mauro Bolognini (1977); Saxofone di e con Renato Pozzetto (1979) e Piccoli equivoci di Ricky Tognazzi (1989)

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD