Professionisti, truffatori: come medici che invece di curarti, ti fanno morire

Professionisti, truffatori: come medici che invece di curarti, ti fanno morire

Sono più di quanti potete immaginare i professionisti che, invece di assisterci e guidarci tra gli innumerevoli labirinti delle leggi, normative, prassi… approfittano della nostra
ignoranza e ci gabbano senza alcun pudore o rimorso.

Non viviamo in un mondo perfetto dove regna l’onestà ed il rispetto per gli altri. Il mondo è sempre stato una giungla e sempre lo sarà ma in questi ultimi tempi le cose si
sono complicate parecchio: i lupi si sono travestiti da agnelli, le sabbie mobili appaiono come dei prati inglesi, l’amanita falloide ha l’aspetto di una amanita caesarea.

E le persone?
Io sinceramente ho sempre più difficoltà a capirle ed a farmi capire.
Sembra di essere tornati al tempo del dopoguerra, quando non si capiva più chi era il nemico e nella stessa famiglia c’erano partigiani, collaborazionisti, soldati e voltagabbana.

Oggi impera solo più il Dio Denaro e si calpesta chiunque pur di arraffarne sempre di più.

Oggi truffatori di oggi sono professionisti di nome e di fatto, conoscono le leggi e “in modo legale” spogliano dei loro beni coloro che si affidano a loro, con fiducia, credendo di poter trovare
una soluzione ai loro problemi del momento.

Ma non è solo truffa, è tentato omicidio … è istigazione al suicidio.
Questi grandi truffatori non si limitano a portarti via una parte dei beni, ti distruggono economicamente e, per farti tacere per sempre, affinchè la Verità non emerga, ti
annientano anche moralmente. Sei solo più un fallito, e te lo senti ripetere continuamente, e devi anche sentire i rimproveri dei tuoi stessi amici, ma soprattutto dei tuoi
famigliari.
A quel punto non trovi altra soluzione che farla finita!
L’istigazione al suicidio è reato ed i truffatori che tolgono la voglia di vivere d un uomo non meritano di essere considerati “seri professionisti”, tanto meno uomini.
Da un paio di anni seguiamo i tormenti di Lino Cauzzi, vittima di una truffa da parte di un gruppo malavitoso.
Quello che più fa male è l’essere stato tradito proprio da qualcuno di quelli che avrebbe dovuto curare i di lui interessi.

La vicenda di Cauzzi è iniziata il 26 giugno 2009 ed ha visto coinvolti soprattutto commercialisti, avvocati, notai, dirigenti di banca, poliziotti, curatori fallimentari…

Lo abbiamo già scritto in altri articoli ma lo ripetiamo: perchè ci sono così tanti fallimenti?

Molte aziende sono costrette a fallire perchè non è possibile trovare il modo di poterle salvare e salvare lo stipendio dei dipendenti. Il fallimento è una conclusione
ingloriosa ma inevitabile, quando i conti sono insanabili e le prospettive di ripresa ridotte al lumicino.

Si presume però che diversi fallimenti siano procurati e pilotati proprio dai “professionisti” che dovrebbero/potrebbero salvare l’azienda. La motivazione è semplice (ovviamente
è una tesi tutta da dimostrare), i “professionisti” pare che siano creditori privilegiati: commercialisti, avvocati e curatore fallimentare devono solo emettere le loro parcelle e queste
vengono subito pagate per intero (anche anticipate dallo Stato, a volte). …e poi se resta qualcosa, viene ripartito tra i creditori chirografari: banche, dipendenti, fornitori, …

Da quanto si legge nelle sue lettere di denuncia che Lino Cauzzi continua a distribuire ai mezzi stampa, ai tribunali, alle Forze dell’Ordine, il suo commercialista, pochi giorni dopo quella
indimenticabile notte del 26 giugno 2009, presentò una parcella di 577.000 Euro. Subito contestata, rifatta di 300.000 Euro e poi ridotta dal giudice a 150.000 (non vi sembra che siano
ugualmente ancora troppi?).
Oggi, 15 febbraio 2013, il Tribunale di Cremona  dovrebbe dare il suo responso sull’hotel Hermes, dopo che finalmente ha acquisito agli atti la relazione del Consiglio dei Notai di Firenze e
Siena  dove è scritto:-“….il fallimento degli Hotel di Cauzzi sono stati procurati dal Gruppo Catapano con la dolosa complicità del Notaio Sannino… -punito con il massimo
della pena”.

Se c’è una giusta Giustizia i cinque hotel devono ritornare al legittimo proprietario e, appurata la verità, i responsabili devono rifondere i danni procurati.
Un conto è già stato fatto: i danni superano gli 80.000.000 Euro, richiesti 59.000.000.

I risarcimenti serviranno a rimettere in sesto le cinque strutture, a creare nuovi posti di lavoro e finalmente a pagare tutti i creditori che ne avranno titolo.  

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

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