L’ottimismo rende sano il cuore

L’ottimismo rende sano il cuore

By Redazione

Allegria, ottimismo e positività sono un balsamo per il cuore, capaci di ridurre la probabilità di malattie cardiovascolari.

E’ quanto sostiene una ricerca del Columbia University Medical Center (New York, USA), diretta dalla professoressa Karina Davidson e pubblicata sul “European Heart Journal”.

La squadra della professoressa Daveson ha preso in esame 1.739 persone, classificandole in base ad una scala da 0 a 5: 0 era il massimo pessimismo, 5 il massimo ottimismo.

Tali soggetti sono stati seguiti per 10 anni, durante i quali 145 volontari avevano sviluppato malattie cardiache. Mettendo in relazione tale dato con i risultati dell’ottimismo, si è
notato come chi aveva punteggi alti  quindi tendenzialmente più ottimista) aveva il 22% in meno di possibilità di ammalarsi rispetto a chi si trovava su gradini
inferiori.

Commenta così la professoressa Davidson: “Abbiamo diverse spiegazioni possibili. La prima delle quali è che le persone positive potrebbero godere di periodi più lunghi di
riposo”, influenzando il meccanismo baroricettivo e la regolazione dell’attività parasimpatica, funzioni del sistema nervoso collegate al controllo della pressione sanguigna. Oppure, le
“Persone con sentimenti positivi possono recuperare più velocemente gli stress”. O ancora, gli ottimisti ripensano meno ai fallimenti, “Il che sembra a sua volta causare danni
fisiologici”.

In ogni caso, la ricercatrice ed i suoi colleghi consigliano di prendersi i propri spazi di benessere e relax, non solo nelle grandi sessioni di vacanza, ma anche nella vita quotidiana: “Se vi
piace leggere romanzi, ma non trovate mai il tempo per farlo, imponetevi 15 minuti al giorno di lettura. E così, se camminare o ascoltare la musica migliora il vostro umore, cercate di
programmare queste attività. Trascorrere anche pochi minuti in completo relax e divertimento fa certamente bene alla salute mentale e potrebbe giovare anche a quella fisica”.

Inoltre, gli scienziati sottolineano come siano necessari ulteriori esami per capire la relazione tra felicità e cuore sano.

Karina W. Davidson, Elizabeth Mostofsky and William Whang, “Don’t worry, be happy: positive affect and reduced 10-year incident coronary heart disease: The Canadian Nova Scotia Health
Survey”,
European Heart Journal 2010, doi:10.1093/eurheartj/ehp603

Matteo Clerici

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