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L’olio extravergine Made in Italy sfida i mercati mondiali

L’olio extravergine Made in Italy sfida i mercati mondiali

By Redazione

Dopo le recenti tappe di San Paolo del Brasile, San Pietroburgo e Mosca, il consorzio di filiera I.O.O% qualità italiana di Unaprol è stato presentato alla stampa ed ai buyer nel
corso dell’edizione estiva del Fancy Food, presso il Jacob Javits Convention Center a New York.

Dai dati emersi durante il seminario Unaprol – informa una nota – risulta che in tutti gli Stati Uniti, il consumo di olio extra vergine di oliva non supera il 2% del consumo totale dei grassi
vegetali, ma la sola città di New York assorbe oltre il 30% di tutto l’olio extra vergine di oliva importato negli Usa. Nonostante la crisi del 2009, che ha inciso negativamente anche sui
bilanci delle aziende olivicole, l’Italia con il 56% detiene la pole position delle importazioni dell’olio di oliva in generale negli Stati Uniti. Migliore invece – e sempre nello stesso periodo
–  la performance dell’olio made in Italy in termini di valore che sviluppa una percentuale che sfiora il 59% del mercato, per un controvalore di oltre 371 milioni di euro.

L’analisi dell’osservatorio economico di Unaprol dei dati import-export  con i paesi extra Ue, in relazione al primo trimestre 2010 mostra per il segmento degli oli pregiati (vergine extra),
un incremento dell’export del 19% in valore e del 22% in quantità, rispetto allo stesso trimestre del 2009. L’import mostra, sempre per il primo trimestre 2010,una flessione dell’11% in
valore e del 16% in quantità , sempre con riferimento allo stesso trimestre del 2009.  

“Le prospettive sono incoraggianti, perché la macchina dell’export ha ripreso a funzionare – osserva il presidente Unaprol Massimo Gargano – e ciò vuol dire che vi sono già
primi segnali della ripresa economica. Una ripresa che sicuramente avrà effetti positivi sul settore e l’indotto collegato”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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