L’obesità aguzza l’olfatto

L’obesità aguzza l’olfatto

Aumenta il peso sulla bilancia, ma potenzia anche l’olfatto: l’obesità rende infatti il naso più sensibile, specie quando si è alla caccia di cibo. Con tutti gli svantaggi
del caso.

Questo il risultato di una ricerca dell’Università di Portsmouth (Gran Bretagna), diretta dal dottor Lorenzo Safford e pubblicata su “Chemical Senses”.

Gli studiosi hanno selezionato 64 volontari, obesi e non, mettendoli alla prova in test legati a cibo ed abilità olfattiva.
Le operazioni hanno così confermato una loro ipotesi di partenza: la regione del cervello che gestisce le informazioni degli odori è legata ai centri cerebrali dell’alimentazione.

Inoltre, il naso dei volontari diventava più recettivo quando il loro stomaco era vuoto. Infine, come detto, l’olfatto degli obesi era più fino di quello dei magri.

Mettondo assieme i dati, Safford e colleghi ritengono che obesità ed olfatto possano generare un circolo vizioso. I chili di troppo stimolano il super-olfatto che rende il soggetto
più sensibile agli odori e più amante dei cibi che li generano. Quando poi la sazietà finisce, il peso acquisito riaccende i neuroni ed il ciclo ricomincia.

Perciò, gli esperti sperano di sfruttare i risultati del loro lavoro

FONTE: Lorenzo D. Stafford and Kimberley Welbeck, “High Hunger State Increases Olfactory Sensitivity to Neutral but Not Food Odors “, Chem. Senses bjq114 first published online October
26, 2010 doi:10.1093/chemse/bjq114

Matteo Clerici

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