L'inflazione per la Confcommercio non diminuirà nel breve periodo

Dato che conferma come la tendenza alla ripresa del processo inflazionistico, fenomeno comune a tutti i Paesi europei, non si sia ancora esaurita delineando una situazione che non sembra
destinata a modificarsi nel breve periodo in considerazione del permanere di elevate tensioni sul mercato del petrolio e di alcuni aumenti già attuati per alcuni beni e servizi di
pubblica utilità quali ferrovie, autostrade, luce e gas: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio sulle stime dei prezzi del mese di dicembre.

L’incremento registrato a dicembre, e che ha portato il tasso di crescita tendenziale sul 2,6%, infatti, ha continuato a riflettere le spinte provenienti dagli energetici e dagli alimentari che
continuano a risentire dei rialzi delle quotazioni delle materie prime sui mercati internazionali e dei prezzi alla produzione (a novembre per gli alimentari la variazione tendenziale
dell’indice dei prezzi alla produzione ha superato l’8%).

Ciò nonostante l’inflazione italiana, calcolata sulla base dell’indice armonizzato, continua ad attestarsi al di sotto dei valori europei ( 2,8% a fronte del 3,1% stimato per la media
della UEM) e di Paesi come Germania (3,1%) e Spagna ( 4,3%).

Per il 2008 – conclude Confcommercio – l’eredità lasciata dal 2007, con un effetto trascinamento dell’1,3%, il più elevato dal 1996, lascia poco spazio ad ipotesi di una crescita
contenuta dei prezzi al consumo, situazione che potrebbe determinare un ulteriore contenimento delle già deboli prospettive di crescita dell’economia italiana.

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