Eurostat: picco dell'inflazione al 3,1%

Il tasso di inflazione dei Paesi dell’euro è in crescita: lo ha reso noto il rapporto Eurostat, rivedendo al rialzo la “stima flash” del 30 novembre, secondo i dati Eurostat, in
particolare, a novembre l’inflazione ha toccato il picco del 3,1% (rispetto al 2,6% di ottobre) ed ha raggiunto il tasso più altro da maggio 2001 (quando si attestava al 3,1%).

La crescita è altrettanto evidente se si considerano i dati dell’anno scorso: nel 2006, infatti, era pari all’1,9% nella zona dell’euro e al 2,1% nell’Ue, mentre il tasso mensile in era
pari allo 0,5% in entrambe le zone.
In cima alla classifica dell’inflazione si collocano la Lettonia (13,7%), la Bulgaria (11,4%) e l’Estonia (9,3%) ed i tassi minori si registrano in Olanda (1,8%), in Finlandia (2,1%) e in
Slovacchia (2,1%), mentre l’Italia si attesta sul 2,6%.
L’Eurostat ha segnalato che i settori maggiormente colpiti dall’aumento annuo dell’inflazione sono l’insegnamento (9,4%), i trasporti (5,8%) ed i prodotti alimentari (4,3%), mentre i livelli
più bassi si registrano nelle comunicazioni (-1,8%), nel tempo libero, nella la cultura (0,3%) e negli articoli d’abbigliamento (1,2%).

“Quello di oggi é chiaramente un dato negativo”, ha commentato Amelia Torres, la portavoce del commissario Ue Joaquin Almunia, sottolineando che Almunia è “molto preoccupato”:
“Quando il Commissario Almunia presentò le previsioni nello scorso novembre – ha puntualizzato Torres – mise già in evidenza i rischi di ulteriori rialzi dell’inflazione. Noi
speriamo che dalla metà del 2008 i prezzi tornino ad un livello normale”.
“Speriamo, perché in effetti i dati sono peggiori delle aspettative”, ha sottolineato Torres, spiegando che “l’andamento positivo o stabile, registrato in altri settori non è
sufficiente per compensare quegli effetti negativi” provocati dagli aumenti del prezzo dell’energia ( 9,7% nell’ultimo mese) e di quello dei generi alimentari.
Il premier del Lussemburgo, Jean Claude Juncker, ha anche evidenziato il ruolo giocato in questa situazione dai subprime: “La crescita sarà rallentata a causa delle conseguenze immediate
e lontane della crisi finanziaria”, ha sottolineato, ribadendo che la crisi “continuerà” e che “la situazione è grave”.

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