L'economia del Lazio cresce quasi il triplo della media nazionale

Roma – Nel 2007 le imprese del Lazio sono cresciute del 2,2%, valore che è il più alto tra le regioni italiane, un dato quasi triplo rispetto alla media
nazionale, a fronte di 44959 iscrizioni si sono registrate 32526 cessazioni; il tasso di natalità è del 7,9% contro un dato nazionale del 7,1 e il tasso di mortalità e’ del
5,7% contro un dato nazionale del 6,4.

Il saldo tra le iscrizioni e le cessazioni di impresa è stato pari a 12.433 unità. La consistenza numerica delle imprese iscritte negli appositi registri delle Camere di Commercio
del Lazio ha raggiunto quota 578.151 unità.

Questi i dati che emergono dalla rilevazione sul movimento demografico delle imprese registrate presso le Camere di Commercio del Lazio, condotta da Infocamere, la società consortile di
informatica delle Camere di Commercio Italiane. Roma e provincia giocano un ruolo trainante nell’ottima performance del Lazio. Il tasso di crescita e’ stato del 2,7%, 3,5 volte il dato
italiano. Le iscrizioni sono state 33.690, facendo segnare un record dal 1995, le cessazioni 22.696. Il tasso di natalità è salito all’8,1% (7,1% il dato nazionale) e il tasso di
mortalità e’ al 5,5% (6,4% il dato nazionale). Il saldo tra le iscrizioni e le cessazioni di impresa è stato di 10.994 unità, pari all’88% dell’intero saldo regionale.

«Tali risultati – ha dichiarato il presidente Marrazzo – confortano l’azione di questa Giunta che per lo sviluppo del territorio ha investito risorse e intelligenze. La Regione rafforza
il suo sistema di imprese per renderle sempre più capaci di innovare, più competitive, in grado di rispondere alle sfide della globalizzazione. A dimostrarlo anche un consolidato
aumento delle esportazioni e una costante opera di valorizzazione delle vocazioni dei territori.

L’impegno di questa Giunta nel campo delle grandi infrastrutture e dell’innovazione tecnologica consentirà al Lazio un ulteriore salto di qualità. Le grandi arterie stradali, la
realizzazione delle trasversali, lo sviluppo del sistema portuale e di quello aeroportuale, come la realizzazione delle grandi reti immateriali, miglioreranno ancora la qualità della
vita dei nostri cittadini e favoriranno la redistribuzione su tutto il territorio delle grandi opportunità garantite da una realtà come Roma.Sono proprio risultati come quelli
certificati da Unioncamere – ha concluso il presidente della Regione Lazio – a definire il profilo di un’imprenditoria laziale che non chiede altro che di poter crescere, creare ricchezza e
occupazione».

«La crescita del numero di imprese nella nostra regione – ha commentato l’Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis – in controtendenza rispetto
alla media nazionale – e con un dato che pone il Lazio al primo posto in assoluto tra le regioni italiane – costituisce un importante riconoscimento alla capacità di «fare
impresa» dei nostri imprenditori. E significa anche che il territorio regionale è considerato un buon investimento per chi rischia in proprio. Significa che, nonostante il momento
di difficoltà e la crisi dei consumi, c’è fiducia nel futuro. Ma in economia la fiducia – prosegue l’Assessore – non ha luogo se chi investe non intravvede margini di crescita e
possibilità di sviluppo. Per cui il rapporto di Unioncamere promuove anche le politiche messe in atto dal Sistema Lazio, da una pubblica amministrazione che sta cercando di rispondere
concretamente alle reali esigenze delle imprese, con interventi e progetti tesi a favorire la competitività del sistema produttivo. Nei prossimi giorni daremo il via al bando per i
distretti industriali della nautica e del cartario; stanno partendo importanti progetti a sostegno dello sviluppo industriale del Lazio meridionale e per rafforzare la dimensione internazionale
delle PMI. L’auspicio – ha concluso De Angelis – è che il sistema imprenditoriale sappia sfruttare queste ed altre opportunità messe in campo dalla Regione e dagli altri attori
istituzionali».

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