Lodi: le micro imprese in crescita all'ombra del mattone

Lodi – Le ditte individuali nel 2007 sono aumentate del 2 per cento e costituiscono attualmente il 62% dell’intero tessuto imprenditoriale provinciale, la loro è stata ancora una
volta una annata positiva all’ombra del «mattone», delle 9716 imprese individuali attive sul territorio, oltre il 50 per cento è rappresentato da imprese iscritte all’Albo
Artigiani.

Il lavoro autonomo artigiano costituisce l’85 per cento delle imprese classificate nella divisione costruzioni.
Nel manifatturiero, le imprese individuali sfiorano il migliaio, pari al 60 per cento dello stock delle operative del ramo.
I Comuni a più alta densità di «micro» imprese sono Lodi con 1848 unità, Sant’Angelo Lodigiano con 675, Casale con 639, Codogno con 616, seguiti da Borghetto
(209), Castiglione (210), Mulazzano (196).
Un aspetto non secondario da considerare nella disamina della micro-imprenditoria diffusa del territorio è rappresentato dalla presenza extracomunitaria.

Circa 800 unità – l’8 per cento delle ditte individuali presenti sul territorio – è costituito da titolari extra-UE. Si tratta di una percentuale tra le più alte in Italia,
che colloca il lodigiano tra le prime venti province dietro Prato (28,2%), Trieste (13,8%), Reggio Emilia (13,5%), Firenze (13,4%), Milano (12,1%), Roma (8,6%), in linea con Mantova e Brescia
(8%).
Nella classifica di provenienza, il paese più rappresentato nel lodigiano è l’Egitto (20,8%), seguito da Albania (16,4%), Marocco (13,5%), Tunisia (10,7%), Cina (4,7%).
Nel 2007 le imprese individuali extra-Ue hanno messo a segno un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni di 127 unità, concentrate per il 70% nella divisione costruzioni.
In sede di bilancio demografico complessivo delle micro-aziende, i dati che confermano una certa vitalità dell’imprenditoria immigrata sono rappresentati dalla crescita delle presenze
nei rami commercio (9% del saldo annuo), noleggio, informatica, ricerca (9%), intermediazione finanziaria (5,5%) somministrazione alimenti e bevande (3,9%) e manifatture (3,1%).
I Comuni del Lodigiano a più alta presenza di micro-aziende condotte da immigrati sono Lodi (178 unità), Casalpusterlengo (96), Sant’Angelo Lodigiano (71), Codogno (48),
Castiglione (22).

Di fronte a un mercato globale caratterizzato dall’espansione e dalla turbolenza, dalla velocità dell’innovazione che raggiunge un po’ tutti i campi, dalla complessità dei
prodotti, un sistema a imprenditoria diffusa nel quale prevalgono le piccole e le micro imprese, caratterizzate da una lavorazione conto terzi costituisce una sorta di tessuto elastico che
aiuta a tenere nei momenti di difficoltà e di crisi e, al tempo stesso, reagisce più lentamente dei sistemi basati su imprese leader nei momenti di ripresa e di sviluppo..
Non si tratta di un sistema «anomalo», come taluni lo definiscono, in termini negativi. L’anomalia non sta nella presenza di un numero significativo di piccole imprese, ma, semmai,
nella scarsa presenza di medie e grandi imprese.
Nello stesso tempo esso porta però in evidenza i limitati poteri di intervento e di manovra in grado di orientare verso business model ben definiti, a fronte anche dei crescenti bisogni
finanziari che la micro impresa deve affrontare per crescere. È a queste difficoltà che si collegano i fenomeni di successo e di insuccesso e l’elevato tournover presente nelle
ditte individuali del territorio.

Gli indicatori di natalità e mortalità coinvolgono in modo abbastanza esplicito le ditte del commercio al dettaglio, della somministrazione bevande, dei servizi alle persone e
dell’edilizia, in particolare le attività di installazione e di completamento nel campo delle costruzioni (es: posa di vetri, intonacatura, tinteggiatura, imbiancatura, betonaggio,
montaggio ponteggi, lavori idraulici, termici, sonori, lattoneria, ecc.).

Di fronte alla rivoluzione in atto, è evidente che molte di questi lavoratori autonomi presentino maggiori difficoltà a stare sul mercato e una ridotta attenzione ai temi della
innovazione e della competitività. Aspetto che non va in ogni caso enfatizzato. Tra le micro imprese non mancano sul territorio unità «eccellenti», soprattutto nel
settore manifatturiero, dell’impiantistica, della motoristica, della galvanotecnica, della elettromeccanica, ma anche dell’estetica e degli alimentari che sanno reggere il confronto, tendono a
migliorare continuamente i risultati raggiunti; e costituiscono modelli positivi, a cui tutti, indipendentemente dalle caratteristiche strutturali, possono guardare per migliorarsi.

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