Latte: gli allevatori di Coldiretti assediano Parmalat

Latte: gli allevatori di Coldiretti assediano Parmalat

Torna la guerra della latte con un blitz di centinaia di allevatori della Coldiretti provenienti da diverse regioni che stanno assediando con i trattori la Parmalat a Collecchio, in provincia
di Parma, dove si trova lo stabilimento di lavorazione del latte dal quale partono le forniture per tutta Italia. Il via alla mobilitazione è stato dato dalla Coldiretti dopo la rottura
delle trattative sul prezzo del latte alla stalla, avvenuta ieri sera a Milano.

Sul tavolo della trattativa c’era la legittima richiesta, rivolta da Coldiretti ad Assolatte, di considerare i positivi mutamenti intervenuti a livello di mercato. Alla luce anche della
repentinità di tali mutamenti, si chiedeva la disponibilità a definire un prezzo per 4 mesi, cioè fissato sino al 31.03.2010, che tenesse conto in particolare della
rimuneratività garantita dagli aumenti di prezzo fatti registrare dai formaggi DOP.

All’appuntamento del 17 dicembre Assolatte si è presentata con un atteggiamento di chiusura che ha impedito qualsiasi passo avanti. “Sottolineo tutta la delusione, tutta la rabbia,
dell’agricoltura lombarda di fronte a una non-proposta da parte di Assolatte – rimarca Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia, che guida il presidio a Collecchio. Abbiamo attraversato
un 2009 disastroso, con un mercato in eccedenza, e con grandissimo senso di responsabilità l’agricoltura ha fatto la sua parte, sopportando un prezzo del latte alla stalla che non
bastava neppure a coprire i costi di produzione. Oggi il mercato sta cambiando, con concreti segnali di una positiva inversione di tendenza. In questa mutata condizione è inconcepibile,
oltre che irresponsabile, la posizione degli industriali, che di fatto rifiutano un adeguamento del prezzo riconosciuto alle imprese agricole”.

Il prezzo riconosciuto agli allevatori è tornato a livelli di venti anni fa. Una situazione che sta mettendo in ginocchio le 43mila stalle italiane. “Si sta speculando sulle spalle degli
allevatori e dei consumatori – prosegue Andena. Il prezzo del latte passa dai 30-31 centesimi al litro che si impongono alla stalla a 1,35 euro sullo scaffale dei supermercati, con un ricarico
del 350 per cento. Lo ribadisco: si specula sulle nostre imprese e sul futuro della nostra agricoltura. La decisione di aprire la mobilitazione con il blocco dello stabilimento di Collecchio
è dovuta al fatto che Parmalat, una delle più importanti industrie lattiero-casearie italiane, è in prima linea nel contrapporsi all’adeguamento del prezzo alla stalla”.

“Gli sviluppi di questi giorni testimoniano ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, quanto urgente sia l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta anche per
latte UHT e formaggi – conclude il Presidente di Coldiretti Lombardia. Oggi due litri di latte UHT su tre, venduti nel nostro Paese, contengono latte di provenienza estera, senza che il
cittadino lo sappia. In assenza dell’origine obbligatoria in etichetta, continua l’inganno che spaccia per italiani prodotti che tali non sono, con grave danno per le nostre imprese e per i
cittadini-consumatori, ai quali è negata una scelta pienamente informata e dunque realmente libera. Su questo inganno si fondano le speculazioni oggi in atto e l’atteggiamento
inaccettabile degli industriali. E, intanto, le stalle italiane chiudono”.

Quella che si sta conducendo è una battaglia a tutela del latte made in Italy che unisce imprenditori agricoli e cittadini-consumatori – ribadisce Coldiretti Lombardia. Difendendo la
sopravvivenza di 43 mila stalle italiane (con quasi 2 milioni di mucche e circa 200 mila occupati), si difende anche il sacrosanto diritto delle famiglie italiane di poter acquistare latte
italiano, salubre, certificato, buono, sicuro. “Mamma, se le stalle italiane chiudono, quale latte berrà il tuo bambino?” è uno degli slogan sottolineati dagli allevatori nel
corso della manifestazione.

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