Latte: crollo del prezzo, alla stalla è più basso di 15 anni fa, costi insostenibili

Latte: crollo del prezzo, alla stalla è più basso di 15 anni fa, costi insostenibili

Da parte della Cia c’è forte preoccupazione per il futuro del settore soprattutto dopo la rottura delle trattative avvenuta ieri in Lombardia. In pericolo anche i livelli occupazionali.
Ribadito il sostegno ai produttori in lotta. Aprire subito un Tavolo nazionale con la partecipazione delle Regioni per affrontare i temi della crisi.
 
Diventa sempre più drammatica la situazione del settore lattiero-caseario. Per gli allevatori è ormai “profondo rosso”. Il prezzo del latte alla stalla non è più
assolutamente remunerativo. E’ addirittura più basso di quello praticato quindici anni fa. Mentre i costi continuano a crescere a livelli vertiginosi e hanno raggiunto un peso
insostenibile. Appaiono, quindi, sempre più indispensabili interventi immediati, straordinari e concreti. Altrimenti, c’è il fondato rischio che molte imprese, oggi in grave
difficoltà, siano costrette a chiudere i battenti, con pesanti riflessioni sull’occupazione. Non solo.

Possono scomparire formaggi Dop per carenza di materia prima. Il che significherebbe un duro colpo per il “made in Italy” agroalimentare. Questo il grido d’allarme lanciato dalla
Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per uno scenario che sta assumendo contorni veramente allarmanti e che la rottura delle trattative ieri in Lombardia sul prezzo del
latte rende ancora più incerto.

Nel riaffermare il pieno sostegno nei confronti dei produttori in lotta, la Cia ribadisce l’esigenza di riaprire immediatamente un Tavolo nazionale con la partecipazione delle Regioni per
affrontare in maniera adeguata i gravi problemi della crisi del settore, a cominciare dal prezzo del latte alla stalla.

La Cia, inoltre, denuncia la mancanza di interventi pubblici concreti alle aziende che stanno vivendo una fase drammatica. Occorre soprattutto intervenire sul fronte dei costi che vanno ridotti
in maniera tangibile. Per tale ragione la Cia ha chiesto da diverso tempo interventi straordinari, tra i quali, la dilazione del pagamento dei contributi assistenziali, previdenziali e dell’Iva,
prevedendo anche strumenti di rateizzazione, l’attivazione di ammortizzatori sociali per i lavoratori del settore e l’attenuazione degli oneri legati agli adeguamenti alle normative ambientali ed
igienico sanitarie

Per la Cia, inoltre, occorre facilitare l’accesso al credito per gli allevatori, riconfermando la fiducia al comparto da parte delle banche, tramite l’attivazione di interventi di garanzia
sussidiaria (Consorzi Fidi e Ismea) e di credito agevolato che permettano agli operatori di contrattare la ristrutturazione del credito e ulteriori agevolazioni creditizie con gli istituti
bancari.

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