L'agriturismo di capodanno punta sul last minute

Per le prossime festività, l’agriturismo si affida alle prenotazioni dell’ultimo minuto per raggiungere almeno i risultati dell’anno scorso, che pure non erano certo stati trionfali; un
sondaggio di Agriturist, associazione di settore della Confagricoltura, evidenzia un quadro contrastante ma comunque recessivo: il 26% delle aziende agrituristiche registra una flessione delle
prenotazioni, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nell’ordine del 22%; mentre per il 16% delle aziende le prenotazioni sono aumentate in media del 13%; per il restante 58% la
situazione non è cambiata, così manca all’appello, nel confronto con la fine del 2006, un 4% di arrivi.

Notizie poco soddisfacenti anche sul versante delle presenze: soltanto per il 19% degli agriturismi le richieste di ospitalità sono state di durata superiore a 3 giorni; e molti si sono
dovuti accontentare di accogliere anche per la sola notte dell’ultimo dell’anno. Pochissimi riescono ancora ad accettare prenotazioni stabilendo un limite minimo di quattro pernottamenti. La
domanda è stata quasi esclusivamente italiana; gli stranieri, che assicurano generalmente soggiorni di più lunga durata, hanno prenotato soltanto nel 14% delle aziende,
rappresentando appena il 3% degli ospiti del periodo.

Più richieste le aziende che, oltre all’alloggio, propongono la ristorazione, e quindi il cenone di fine d’anno, oppure quelle che offrono appartamenti molto grandi in grado di
accogliere gruppi numerosi che organizzano il cenone in proprio. Scarse le richieste per Natale e Santo Stefano, anche se gli agriturismi chiusi nel primo scorcio delle feste sono ormai
pochissimi. La voglia di festeggiare fuori casa sembra dunque rispettare la tradizione: «Natale con i tuoi…».

Sostanzialmente stabili i prezzi: soltanto il 20% delle aziende li ha aumentati, in media del 7%; il 5% delle aziende li ha diminuiti; il restante 75% li ha mantenuti uguali allo scorso anno e,
nella maggior parte dei casi, non li ha modificati negli ultimi tre anni. Nel complesso Agriturist stima un rialzo medio dei prezzi del 1,5%, a fronte, tuttavia, di un generalizzato aumento dei
servizi per offrire una accoglienza migliore, e del costo della gestione corrente.

«E’ un quadro che conferma l’andamento generale del 2007 e più in generale degli ultimi cinque anni – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – dovuto soprattutto
alle difficoltà economiche delle famiglie italiane e alla crescita costante dell’offerta di agriturismo, che nel 2007 ha registrato un incremento del 6,7%. Il fatto che ci sia stata una
quota non trascurabile di aziende che ha migliorato i risultati dello scorso anno, attingendo anche alla domanda estera, dimostra, tuttavia, che ci sono margini per crescere investendo
oculatamente sulla promozione, soprattutto tramite internet».

E da internet vengono altre interessanti valutazioni di Agriturist. Le visite al portale dell’Associazione, www.agriturist.it, sono aumentate, nel dicembre 2007 del 28% rispetto al dicembre
2006. Toscana, Lazio, Sicilia e Lombardia sono state le regioni più richieste; Catania, Siena, Firenze e Perugia, le province più richieste.

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