Agriturismi: si aggrava il peso fiscale

Agriturismi sotto il torchio di una nuova gabella, si tratta di un’ingiustificata pretesa dei Comuni nel pagamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti (Tarsu); un numero crescente di
municipi, infatti, persevera nell’assimilare l’attività agrituristica a quella alberghiera applicando, quindi, ad entrambe le attività la stessa tariffa. E’ quanto denuncia la
Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale evidenzia una crescente protesta degli imprenditori agrituristici che sollecitano una pronta soluzione del problema.

A tal proposito la Cia ricorda che a nulla giovano l’inquadramento legislativo dell’attività agrituristica, connessa a quella agricola, le interpretazioni giurisprudenziali e il
pronunciamento della Corte di Cassazione del 1990 (n. 2541) che afferma, in modo inequivocabile, che l’attività agrituristica non determina l’esercizio dell’attività alberghiera.
Ma soprattutto viene completamente ignorato il principio ispiratore della Tarsu, disciplinata dal D.Lgs 507/93, che lega il pagamento del tributo alla fornitura di un adeguato servizio.
Ragione per cui la stessa legge quadro -ricorda la Cia- ha previsto una significativa riduzione a favore degli edifici rurali abitativi ricadenti in aree agricole, ritenuti disagiati rispetto
al servizio reso. I Comuni, inoltre, proprio per queste ragioni, hanno potestà regolamentare di considerare talune situazioni più disagiate escluse dal pagamento della tassa.

La Cia, insieme alla propria associazione agrituristica Turismo Verde, sollecita, pertanto, i Comuni ad adottare lo stesso parametro per determinare l’ammontare del tributo dovuto per le
strutture dedicate all’attività agrituristica, considerando in particolare il differente standard qualitativo raggiunto nei confronti degli alberghi rispetto a quello riservato alle
strutture agrituristiche.
La Cia fa anche presente che nei prossimi giorni incontrerà i rappresentanti dell’Associazione dei Comuni d’Italia (Anci) per sollecitare un intervento risolutivo su una questione
delicata che sta fortemente penalizzando l’intero comparto agrituristico.

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