La Regione Veneto sulla finanziaria 2008

Venezia, 11 ottobre 2007 – «La disponibilità manifestata dal Ministro Ferrero non ci esime dal prendere atto con amarezza del disinteresse del Governo verso le proposte che
le Regioni puntualmente ogni anno presentano nel settore delle politiche sociali, tuttavia, ribadiamo con forza i nostri orientamenti e li consegniamo alla Conferenza dei Presidenti delle
Regioni per far modificare e integrare l’attuale ddl sulla finanziaria».

Lo ha detto stamani a Roma, nella sede della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, l’Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto Stefano Valdegamberi – in qualità di
responsabile della Commissione Politiche Sociali della Conferenza stessa – che ha riferito ai Presidenti delle Regioni la posizione degli Assessori regionali alla vigilia dell’incontro odierno
nella Conferenza Stato Regioni.

Le richieste regionali sono, in estrema sintesi, le seguenti: Patto per lo sviluppo delle politiche sociali, che individui, con le risorse assegnate, obiettivi prioritari a favore della
famiglia, dei minori e dei giovani e delle fasce deboli, con livelli essenziali che tengano conto delle numerose proposte che le Regioni hanno avanzato in più riprese dal 2003 al marzo
2007, consentendo il riparto dei finanziamenti entro il primo trimestre di ciascun anno; adeguamento del Fondo Nazionale per le politiche sociali, rapportato al PIL, in attesa dei livelli
essenziali riportandolo quanto meno alla consistenza 2004 (1.775.000 euro), con l’incremento del tasso di inflazione e aggiungendo i finanziamenti già dedicati alla famiglia, ai giovani,
all’immigrazione, alle pari opportunità, e i finanziamenti distribuiti dal Ministero dell’Interno direttamente ai Comuni con la finalizzazione di spesa (per il 50%) a favore delle
politiche sociali; erogazione del FNPS in misura unica sottraendolo ai vincoli posti dalla Finanziaria 2007; separazione nel FNPS dei diritti soggettivi, collegati a leggi dello Stato e gestiti
dall’Inps, dalla quota riservata alle Regioni e agli Enti Locali per sostenere e sviluppare la rete dei servizi locali; esclusione dal patto di stabilità per Regioni e Comuni della spesa
(o di una sua parte) in materia di politiche sociali per garantire un loro adeguato sviluppo in risposta ai bisogni crescenti dei cittadini, in particolare nel settore materno infantile e della
non autosufficienza; significativo incremento della dotazione finanziaria del Fondo per la Non Autosufficienza, come convenuto con i Ministri Ferrero e Turco nel corso dell’incontro del 18
settembre 2007 (500 ml. per il 2008, 1000 ml. per il 2009 e 1500 per il 2010); realizzazione di una matrice organizzativa comune per i diversi Osservatori, definita in sede di Conferenza
Unificata.

«L’esperienza della finanziaria 2007 – ha detto Valdegamberi, illustrando il documento degli Assessori alle politiche sociali delle Regioni – non è stata positiva. Troppe
frammentazioni dei finanziamenti, fondi trattenuti presso i diversi Ministeri, iniziative unilaterali e dirigistiche da parte degli stessi con atti adottati senza l’intesa con le Regioni,
proliferazione di organismi centrali (osservatori, registri) che spesso duplicano l’oggetto di esame creando difficoltà sulla efficacia e trasparenza del dato e sulla spesa,
frammentazione dei livelli essenziali delle prestazioni previsti per ciascun settore di attività a scapito di una loro concreta essenzialità in tutto il territorio nazionale come
recita l’articolo 117 della Costituzione. In occasione del parere sul DPEF – ha concluso il responsabile nazionale degli Assessori regionali – i Presidenti delle Regioni avevano già
sottolineato al Governo l’opportunità di evitare la proliferazione di Fondi Settoriali, concetto ribadito anche nelle osservazioni preliminari alla Finanziaria 2008. Ma il disegno di
legge conferma invece gli elementi critici sopra indicati».

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