La proposta federale per una conferenza nazionale sul pane

La proposta federale per una conferenza nazionale sul pane, che metta a confronto tutte le componenti della filiera, ha riscosso approvazione incondizionata tra i panificatori, la crisi che, a
livello mondiale, sta crescendo sul fronte delle materie prime energetiche e alimentari, ha creato situazioni drammatiche in molti paesi e persino manifestazioni violente che si credevano ormai
confinate nella storia dei secoli passati.

In realtà, la situazione di emergenza-prezzi pesa anche sulla categoria dell’arte bianca e su tutti gli altri comparti produttivi a questa legati. Un momento di riflessione comune
è perciò indispensabile, perché la prospettiva è quella di dover affrontare una lotta di sopravvivenza. Panificatori, fornitori di macchine e impianti, produttori e
trasformatori di materie prime, fornitori di energia, devono guardare insieme agli scenari che si stanno delineando, per individuare, ciascuno per la propria parte ma nel contesto di filiera,
le azioni e le iniziative più opportune. Analoga riflessione, nello stesso spirito, è necessaria da parte delle organizzazioni dei lavoratori e delle stesse istituzioni. La posta
in gioco potrebbe essere addirittura la sopravvivenza di un sistema produttivo che impegna centinaia di migliaia di persone.
«Giusto chiamare a raccolta la filiera», dice Romeo Bortoluzzi, presidente dei panificatori di Treviso. «Bisogna farlo perché, sennò, rischiamo veramente la
guerra del pane. Le scorte di grano sono garantite fino a maggio ma cosa troveremo, dopo, sul mercato internazionale?». Per Bortoluzzi bisogna, intanto, rivedere certe politiche
commerciali che portano a eccessi di produzione e sprechi, come il sistema delle rese.

Il presidente dei panificatori del Molise, Edmondo di Mambro, è convinto che la conferenza proposta sia «l’unico modo per cercare di individuare il modo migliore per
reagire». E anche l’occasione per dare una risposta forte alle accuse che nei mesi scorsi sono piovute sulla categoria, imputata di aumenti indebiti.

Per Romano Bonaga, presidente dell’Associazione provinciale panificatori di Bologna, la proposta conferenza nazionale è da salutare con soddisfazione. «Noi facciamo un lavoro
gravato da molte preoccupazioni; i problemi sono tanti e spesso siamo ripiegati sul quotidiano, perdiamo di vista il futuro. Credo che questa iniziativa, questo proposto confronto collegiale,
possa davvero aprire nuove prospettive alla categoria e a tutta la filiera».

L’amarezza per la campagna accusatoria verso la categoria, condotta per mesi da stampa e tv, riaffiora ancora forte nel commento di Bernardino Bartocci, presidente dell’Associazione provinciale
panificatori di Roma. «E’ importante che si faccia, anche per rimettere un po’ di ordine e fare chiarezza dopo il bombardamento mediatico cui siamo stati sottoposti. La conferenza
servirà a fissare alcuni punti fermi che potranno fare capire meglio alla gente che non siamo speculatori ma che, al contrario, abbiamo sempre agito con grande senso di
responsabilità».

Commento positivo anche da parte di Giuseppe Esposito, presidente dell’Associazione provinciale libera panificatori napoletani. «Il momento è difficile e il futuro non si annuncia
migliore. E’ importante che la Federazione si sia attivata per questo tentativo di razionalizzazione dei rapporti di filiera».

Anche Franco La Sorsa, presidente dell’Associazione provinciale panificatori di Taranto, pone l’accento sullo stesso tema: «La conferenza è importante perché servirà
a dare maggiore limpidezza a tutta la filiera, a dare visibilità all’interesse comune, stimolando scelte condivise». Neppure La Sorsa, però, dimentica la campagna mediatica
portata contro la categoria dell’arte bianca: «Fino a ora si è dato in testa all’ultimo anello della catena; la conferenza servirà anche a chiarire le nostre ragioni e le
nostre posizioni».

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