Conferenza Nazionale sul pane per discutere dell'emergenza mondiale

Il mercato della panificazione artigianale sta vivendo dei pesanti sconvolgimenti, e questo non sta avvenendo solo in Italia, ma in tutto il mondo, per questo motivo il Consiglio di presidenza
federale, che si è riunito lo scorso 9 aprile, ha proposto di convocare una conferenza nazionale sulla panificazione artigianale.

L’evento, dal titolo «Pane oggi, pane domani», non coinvolgerà soltanto i panificatori, ma vedrà partecipare tutte le organizzazioni e le imprese della filiera
dell’arte bianca.

Il motivo da cui nasce l’idea della conferenza nazionale è scritto nelle prime righe della proposta inviata alle organizzazioni territoriali. «Il Consiglio di presidenza
federale», si legge nel testo, «ritiene che i mutamenti in atto a livello mondiale non possano trovare adeguate risposte in un’analisi condotta esclusivamente all’interno del nostro
comparto, ma debbano coinvolgere, proprio in virtù della loro complessità, anche i produttori di materie prime, di macchine ed impianti, i fornitori di servizi, le altre
organizzazioni del lavoro autonomo e quelle dei lavoratori, le istituzioni locali e nazionali».

Il comparto della panificazione artigianale è, infatti, colpito dalle crisi mondiali alimentari ed energetiche. Situazioni «le cui cause strutturali sono tali da non consentire
previsioni ottimistiche a breve periodo, bensì un loro aggravamento estremamente serio nei prossimi mesi e nei prossimi anni tale da incidere profondamente sulle nostre imprese e
modificare in modo radicale il nostro ruolo ma anche quello del pane stesso quale alimento economico, essenziale e disponibile per tutti», prosegue la proposta.

La situazione mondiale sta, infatti, letteralmente precipitando. La corsa ai biocarburanti, l’impennata dei costi delle materie prime e la loro disponibilità sempre meno crescente stanno
facendo dilagare le proteste in decine di Paesi: dall’Egitto, dove manca il pane per le fasce meno abbienti della popolazione e i tumulti hanno provocato già dei morti, ad Haiti, dove
due settimane fa la folla ha assaltato il palazzo presidenziale. Situazioni analoghe si sono ripetute in Camerun, in Senegal, in Pakistan e in Indonesia. Un vero e proprio dramma che ha spinto
il segretario dell’Onu, Ban Ki Moon, a invocare misure urgenti per arginare la crisi.

È ovvio che questo quadro globale sta avendo delle conseguenze anche in Italia. E altrettanto ovvio è che le imprese di panificazione, da sole, non possano affrontare la nuova
sfida che il mondo ha davanti. «Se alle nostre imprese sta la responsabilità di continuare a produrre nel modo migliore», sottolinea la proposta, «a chi produce
impianti e macchine spetta il compito di orientare le proprie produzioni in modo da rispondere efficacemente ai costi energetici, ai fornitori di energia di ottimizzare i costi che ricadono
sulla categoria, ai produttori di materie prime delineare quali scenari si stiano predisponendo per i prossimi anni, alle organizzazioni dei lavoratori in quale modo intendano garantire con le
loro proposte la sopravvivenza del comparto al quale sono legati centinaia di migliaia di posti di lavoro».

La conferenza, stando a quanto riportato, si terrà nell’ultima settimana di maggio. Due giornate che, come è bene evidenziare, saranno di puro «lavoro e non di convegni
più o meno rituali e celebrativi».

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