Parla il Garante: «La mia proposta»

Come molti operatori dell’industria della panificazione ormai sanno, lo scorso 13 marzo abbiamo svolto presso il Ministero dello sviluppo economico un incontro con i rappresentanti del mondo
della produzione e della distribuzione commerciale nel settore, per tentare di trovare insieme alcune soluzioni al problema del caro pane.

Tutti quanti abbiamo concordato, infatti, che le tensioni sui prezzi delle materie prime e sui prodotti finiti rappresentano un elemento di forte attenzione sociale (il pane è il secondo
prodotto per numero di segnalazioni pervenute al Garante attraverso il numero verde) cui occorre dare risposta, anche per favorire una ripresa dei consumi il cui calo sta mettendo in
difficoltà gli operatori del settore.
Ho quindi ritenuto opportuno rivolgere un appello ai rappresentanti delle associazioni di categoria presenti all’incontro, perché ognuno faccia la sua parte nel perseguire l’obiettivo
comune di contenere l’inflazione. Il riscontro fornito dai partecipanti è stato assolutamente positivo e, a mio avviso, contiene anche un indubbio valore di esempio per le altre
categorie. Più in concreto, si è concordato di lanciare una campagna di sensibilizzazione presso i fornai affinché ciascuno, secondo la propria libera scelta, nel periodo
dal 15 marzo al 15 aprile apponga una grossa X rossa sul prezzo del pane e pratichi uno sconto indicando il nuovo prezzo ribassato. Una ulteriore iniziativa da suggerire a tutti gli operatori e
che ha trovato il favore dei partecipanti al tavolo, è quella di applicare uno sconto sul pane nelle ore prossime alla chiusura del forno.

A mio avviso questo metodo è del tutto innovativo, perché tutela e salvaguardia la concorrenza (ogni operatore, infatti, è assolutamente libero di decidere se aderire agli
inviti dell’associazione e di determinare l’eventuale intensità degli sconti) e, allo stesso tempo, rende viva una sorta di responsabilità collettiva sul tema dei prezzi, evitando
così gli scenari in cui il principale obiettivo è quello di scaricare la «colpa» degli aumenti su altri attori o altri soggetti. Se ognuno fa la propria parte,
possiamo contribuire in maniera assai potente a ridurre almeno la parte di inflazione che dipende da noi, quella dell’inflazione percepita.

Dai dati diffusi dal suo ufficio emergono incrementi registrati nell’ultimo anno sui costi del grano ( 80%) e della farina ( 40%). Cosa ha chiesto ai rappresentanti dell’industria molitoria
che ha dichiarato di voler convocare?
Uno degli impegni che ho assunto durante al riunione con i panificatori era quello di rivolgere un analogo appello anche all’industria molitoria, che è stata convocata a stretto giro;
l’incontro, infatti, si è tenuto il 18 marzo ed anche ai rappresentanti di Italmopa ho chiesto di adottare politiche di contenimento dei prezzi, specialmente se la prossima campagna di
commercializzazione del grano che prenderà avvio a fine maggio, potrà favorire politiche di rientro dei prezzi. Il prossimo appuntamento per fare il punto della situazione
sarà per fine aprile, quando il Ministero delle Politiche Agricole convocherà per la seconda volta il tavolo di filiera cerealicolo.

Quali sono i prossimi appuntamenti e quali altre iniziative avete concordato al tavolo di confronto?
Una delle richieste che è pervenuta in particolare da parte del Presidente Jerian, è quella di studiare soluzioni che possano contribuire a ridurre i costi energetici per le
imprese di produzione del pane e, in tal senso, mi sono impegnato ad attivare uno specifico tavolo tecnico per verificare la fattibilità della richiesta.

Scritto da Claudio Fierro

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