Pane: no a ribassi concordati nel Veneto

By Redazione

Per la prima volta nella propria storia, l’Unione panificatori del Veneto ha chiamato a raccolta i quadri dirigenti di tutta la regione, per un esame congiunto della situazione generale della
categoria nel territorio e per la definizione delle linee programmatiche dell’azione politico-sindacale del 2008-2009.

«E’ stata una giornata informativa e formativa», dice Luca Vecchiato, presidente dell’Unione, «in cui tutti hanno potuto dare un reale contributo di idee e proposte a una
programmazione che sarà di grande importanza per il futuro della categoria».

All’incontro, che si è svolto presso l’albergo-ristorante Da Fior, di Castelfranco Veneto, hanno partecipato cinquantasei delegati delle organizzazioni sindacali dei panificatori della
regione, in rappresentanza di oltre duemilacinquecento imprese artigiane. Nel corso dell’incontro, sono stati affrontati temi riguardanti il futuro prossimo dell’organizzazione, ma anche
questioni di pressante attualità. Ecco una sintesi dei lavori.

Il primo argomento proposto all’attenzione del convegno è stato l’accettazione della proposta fatta dal garante per i prezzi (e accolta dalla Federazione italiana panificatori), a
seguito della quale (vedi L’Arte Bianca n. 11) la Federazione stessa ha invitato gli associati ad applicare, per un periodo definito e su un pane di loro scelta, uno «sconto» la cui
entità è affidata alla sensibilità di ciascun panificatore. I dirigenti veneti hanno scelto di dare appoggio totale a questo accordo, con una votazione che ha registrato un
solo astenuto, quello di Giovanni Volpato, neo-presidente dell’associazione di Padova. Volpato è il successore di Gino Federico Sabbadin, l’ex-presidente che ha recentemente suscitato
sconcerto tra i colleghi della provincia, proponendo di abbassare il prezzo del pane da 3,50 a 2,70 euro.

Nell’approvare la posizione federale, i panificatori hanno anche deciso di chiedere la collaborazione della Regione per procedere, insieme, a una analisi che consenta di alleggerire la
pressione dei costi che gravano sull’attività del comparto. In questa stessa prospettiva di collaborazione, e con il concorso dei mugnai veneti, è prevista anche l’attivazione di
un progetto per la produzione di un pane di filiera, da immettere sul mercato a prezzi più competitivi di quelli attuali.

I dirigenti veneti hanno poi esaminato, e approvato all’unanimità, le principali richieste da portare al tavolo delle trattative per la definizione del contratto integrativo regionale
che, è stato sottolineato, dovrà essere un contratto «modernizzatore».

«Il pensiero comune, ribadito durante l’incontro», sottolinea il presidente Vecchiato, «è che il comparto veneto della panificazione artigianale necessiti di interventi
atti a garantire una maggiore flessibilità del lavoro e la formazione di nuove figure professionali, in grado di sostenere pienamente lo sforzo dell’imprenditoria di adeguarsi a un
mercato in continua evoluzione».

E’ stata poi esaminata la bozza di legge regionale sulla panificazione, di prossima approvazione. I punti qualificanti del testo, ispirato alla proposta presentata in sede nazionale dalla
Federazione italiana panificatori, sono la regolamentazione delle definizioni di «pane fresco» e di «panificio». «Il consumatore», ribadisce Vecchiato,
«ha il diritto di potersi orientare nel difficile mercato di oggi e deve disporre degli strumenti per poter scegliere con cognizione di causa. E bisogna anche dare il giusto
riconoscimento al prodotto artigiano e al suo produttore, che garantisce con la propria faccia e con il lavoro di ogni notte un pane genuino».

L’ultimo punto dell’ordine del giorno riguardava la proposta di riduzione del prezzo del pane, avanzata a nome di un fantomatico Comitato produttori dall’ex-presidente dell’associazione di
Padova, Gino Federico Sabbadin. «Una iniziativa», dice Vecchiato, «che ha portato nuovi problemi alla categoria, facendoci ripiombare nell’incubo prezzi, che pensavamo di
avere ormai superato». La proposta, è stata esaminata, discussa e rigettata da una platea unanime. Unico astenuto, ancora una volta, Giovanni Volpato.

Su questo voto, di è chiuso l’incontro. «Una iniziativa graditissima dai quadri dirigenti veneti, perché, per la prima volta», nota Vecchiato, «hanno potuto
esercitare, a livello regionale, funzioni di reale rappresentanza dei propri associati e sentirsi parte unica di una grande Unione territoriale». Gli oltre trenta interventi dei presenti
nel corso dell’incontro, testimoniano di una partecipazione viva, sentita e scevra di ogni formalismo.

L’incontro si rinnoverà: «C’è stata una richiesta collegiale, perché l’iniziativa si ripeta. Così abbiamo deciso di farne un appuntamento semestrale. Il
periodo del prossimo incontro», conclude il presidente dell’Unione regionale veneta, «è già stato indicato: sarà a settembre».

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