Pane: perchè la Federazione ha accolto la proposta del Garante

«Noi ci siamo attivati subito inviando la circolare già ieri sera alle associazioni, che poi devono informare i loro associati, tra un mese ci riuniremo con il Garante per valutare
gli effetti di questa iniziativa».

È quanto ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana Panificatori, Edvino Jerian, il giorno successivo l’incontro con il Garante per la sorveglianza dei prezzi, spiegando in
dettaglio l’iniziativa intrapresa.

Questa prevede uno sconto sul prezzo del pane nel periodo che va dal 15 marzo al 15 aprile. I panificatori che, in maniera del tutto volontaria vorranno aderire all’iniziativa, decideranno come
e su quale pane applicare la riduzione. Come lo stesso presidente ha tenuto a ribadire, lo sconto «proprio per le modalità di volontarietà soggettiva e di scelta individuale
di tipologia ed entità, vuole rappresentare un concreto segnale del fatto che i panificatori, nonostante i forti aumenti di costo che hanno subito, sono disponibili a fare tutto il
possibile, compreso il sacrificio di una piccola parte di quelle entrate già così penalizzate negli ultimi tempi, per rilanciare i consumi di pane e, più in generale, i
consumi degli italiani». Per questi motivi la Federazione ha invitato tutti i propri associati a partecipare all’iniziativa: si darebbe così all’opinione pubblica un segnale di
responsabilità, anche e soprattutto dopo i continui attacchi subiti in questi mesi.

Attacchi che sono stati al centro dell’incontro al ministero e di cui ha parlato lo stesso garante. Lirosi, infatti, ha voluto evidenziare come i rincari di questi mesi del pane non siano stati
il frutto delle speculazioni dei fornai. «Abbiamo condiviso l’analisi sui processi di formazione dei prezzi», ha spiegato. «I rincari hanno origini lontane e internazionali,
tra cui l’aumento dell’80 per cento del prezzo del grano e del 30-40 per cento di quello della farina in un anno».

Lirosi ha poi voluto rimarcare come sia impossibile «fare accordi o stabilire prezzi fissi politici». La normativa Antritust, infatti, su questo punto è esplicita e vieta
qualsiasi forma di «cartello». Posizione da sempre condivisa pienamente dalla Federazione e che tende a condannare i «fatti di Padova».

Lì, difatti, due settimane fa un «Consorzio panificatori riuniti» ha siglato un accordo con due associazioni dei consumatori per vendere il pane a 2,70 euro al chilogrammo.
Accordo che sia i panificatori padovani sia l’Unione regionale veneta hanno rigettato. E sul quale la stessa Federazione si è espressa con fermezza dichiarandosi contraria a
«qualsiasi cartello del prezzo del pane, sia esso al rialzo o al ribasso». Per la Federazione, un conto sono degli sconti volontari che ciascun panificatore può decidere di
fare, altra cosa è siglare accordi sul prezzo del pane che possono turbare la libera concorrenza.

Tornando all’iniziativa dei panificatori, questa è stata elogiata anche dal ministro delle politiche agricole, Paolo De Castro. «La risposta positiva dei panificatori all’appello
del Garante dei prezzi di ridurre autonomamente il costo del pane, è un risultato importante, ha dichiarato il ministro.«Un segno di responsabilità e di attenzione
dimostrato dagli stessi operatori del settore verso i consumatori nonostante le grandi difficoltà dovute all’aumento del prezzo internazionale delle materie prime».

Da evidenziare, infine, le richieste rivolte al garante dal presidente federale Jerian nel corso della riunione del 13 marzo. La prima è stata l’impegno preciso del ministero per
verificare la possibilità di applicare tariffe notturne ai consumi elettrici dei panifici: richiesta accolta dal garante che si è dichiarato pronto ad attivarsi presso
l’Autorità per l’energia elettrica. La seconda è stata quella di riunire i mugnai e i pastai italiani per accertare la loro disponibilità a contenere i prezzi. Invito che
Lirosi ha immediatamente accolto convocando la categoria il 18 marzo.

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