La pasta fatta a mano è in via d’estinzione
24 Giugno 2011
Gli italiani del futuro potrebbero non poter assaggiare la pasta fatta a mano. Il numero di coloro che praticano quest’arte è in netta diminuzione e, considerato tutto, il mantenimento
di un numero bastante di maestri d’opera è tutt’altro che assicurato.
A dare la cattiva notizia, la Cia (Confederazione italiana agricoltori), in un’indagine presentata nel corso della Conferenza economica in svolgimento a Lecce.
Secondo i dati presentati, la freccia al ribasso è più che netta. Negli Anni ’60, il numero di creatori di pasta artigianale toccava il 40% della popolazione. Nel periodo 80-2000
si è scesi ad una persona ogni 30, mentre oggi la percentuale è solo del 2%. Infine, ipotesi sensate ritengono che tra 10 anni i possessori dell’abilità in questione
saranno solo lo 0,4% della popolazione totale.
A peggiorare le cose, il fatto che con la disaffezione alla pasta fatta manualmente spariscono anche diverse nozioni legate alle buone pratiche alimentari. Così, sempre meno persone
sanno il significato di termini come “Trafilata al bronzo”, “Lievito madre”o “Semola di grano duro”. Non a caso, quando compra pasta, l’85% dei consumatori si informa solo su peso, prezzo e
tempo di cottura, tralasciando le caratteristiche dell’alimento.
Non tutto è perduto, però: corsi, spot e scuole si sono attrezzati al fine di diffondere l’arte ed aumentare il numero dei pastari artigianali. Pur ammettendo il valore di tal
iniziative, la Cia fa notare i loro limiti. Per cominciare, limiti di pubblico, in quanto sono coinvolti solo pochi chef sperimentatori e qualche ardita massaia. Inoltre, nel periodo che va dal
1 gennaio 2010 ai primi 4 mesi del 2011 si sono organizzati meno di cento laboratori di cucina, escludendo quelli a pagamento o scolastici.
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.





