Chianti, Langhe e Sicilia, regine dell’enoturismo d’Italia

Chianti, Langhe e Sicilia, regine dell’enoturismo d’Italia

l’imminente ponte del 2 Giugno e la vicinissima estate riportano l’attenzione sul turismo. Ed in Italia, scala le classifiche di settore l’enoturismo, dove la ricerca del buon vino diventa
occasione per viaggiare, conoscere ed imparare.

A riguardo, i dati sono chiari: le regine del vino sono Chianti, Langhe e Sicilia. Questo il verdetto di un sondaggio realizzato da Winenews (winenews.it), sito-cardine degli appassionati
italiani, con la collaborazione di Vinitaly (vinitaly.it), portale Web della manifestazione enologica. Gli esperti hanno lavorato con 1.137 enonauti, ponendo loro domande sul loro modo di fare
turismo vinicolo.

In base alle risposte, re della collina è il Chianti Classico, incoronato dal 21% delle preferenze. La regione della Toscana vanta paesaggi naturali, vini da favola ed una
quantità d’incantevoli borghi medievali. Per i visitatori, la zona è la fusione perfetta tra grandi vini e grande contorno a base di storia, cultura ed ospitalità.

Secondo posto (17%) per la Sicilia, che punta sulla competizione (amichevole, ma non troppo) tra le miscele classiche ed i nuovi arrivati, vini moderni in cerca di un posto al sole. Il
tutto senza dimenticare le bellezze archeologiche la cucina tipica ed una natura ancora incontaminata.

Medaglia di bronzo per le Langhe. Sostenuta dal 16%, tale zona è considerata una sorta di terreno sacro, in cui compiere almeno una volta un pellegrinaggio, per conoscere (e
gustare) la storia del vino nazionale.

Dietro al podio, un gruppone che si può dividere in tre tronconi.

Il primo è rappresentato dai canonici distretti eno-gastronomici toscani, Montalcino, Montepulciano e San Gimignano.
Il secondo è costituito dalle nuove leve, Trentino, Collio e Alto Adige, che giocano sulla coppia vini di nicchia-clima gradevole, specie in vista del solleone di luglio ed agosto.
Ultimo pezzo, un insieme vario e composito: dalla Franciacorta all’Umbria, dal Salento alla Campania, dalla Maremma alla Sardegna.

Il sondaggio ha poi esplorato cosa il turista vuole fare una volta raggiunto il luogo prescelto.

La maggioranza (29%) punta forte sulla degustazione, meglio se sotto la guida di un enologo o altro personale capace di rispondere a domande e curiosità. Sempre per conoscere sono
graditi (22%) le visite guidate, cantina e vigna, e gli incontri coi produttori (13%), per associare le nozioni sulla miscela a quelle sulle persone che la creano e la mettono in bottiglia.

Rimanendo a tavola, piacciono i corsi di cucina (8%), di abbinamento cibo-vino (7%) e di assaggi di prodotti tipici (5%).

Ma non esiste solo la gola: l’enoturismo è anche una serie di opportunità di cultura e scoperta del territorio.

A riguardo, il sondaggio mette al primo posto (23%) l’avventura: l’enonauta esplora il territorio, conoscendo paesi e godendosi i paesaggi, cercando e sperando qualcosa di bello ed imprevisto.

Seguono poi mete convenzionali: chiese e castelli (18%), musei e mostre d’arte (16%) e nuovi ristoranti (15%). Spazio finale per lo shopping (14%), che si concentra su bottiglie ed altre
specialità enogastronomiche, per portare il buono della vacanza nella vita di tutti i giorni.

Matteo Clerici

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