Italia, sempre più pasta biologica
8 Giugno 2011
L’Italia ha fame di pasta, ma pasta biologica. Più in generale, la Penisola apprezza i prodotti bio, che mantengono un mercato di livello anche negli attuali tempi di crisi economici.
Questo il quadro di una relazione Coldiretti, basata sulle rilevazioni Ismea relative ai primi sei mesi del 2011.
Come detto, il primo posto è della pasta: penne, spaghetti e compagnia fanno segnare un record di più 97% nei consumi, Seguono i prodotti lattiero-caseari (+21%, in particolare
mozzarelle e latte) e prodotti ortofrutticoli (+12%; soprattutto finocchi, clementine e zucchine).
Tali numeri danno la dimensione di cosa è il biologico in Italia, spicchio di mercato da 3 miliardi di Euro dove si muovono realtà affermate che puntano sul “bio”, ma anche sulla
tipicità regionale e sul chilometro zero. Il settore diventa così capace di mobilitare 45.509 operatori e di coprire una superficie di 1.106.684 ettari, pronti a soddisfare le
necessità del consumatore. Nel 2010, i soli mercati di Campagna Amica hanno servito 8,3 milioni clienti.
Ulteriore merito, il biologico d’Italia non è cosa nostra, ma elemento apprezzato in tutta Europa. In base alle rilevazioni SINAB (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura
Biologica), il Paese è capofila nel Vecchio Mondo sia per operatori certificati che per ettari di superficie coltivati con il metodo biologico. Particolarmente amati all’estero sono
prodotti come cereali, olivo, frutta (compresa quella in guscio), vite, agrumi e ortaggi.
Infine, va notato come, all’interno dei confini, la questione-biologico non sia uniforme.
Le regioni del Nord (in primis Emilia Romagna, poi Lombardia) contengono il maggior numero d’imprese di trasformazione, mentre quelle del Sud (Sicilia, Puglia e Basilicata) hanno la maggior
superficie agricola coltivata con tecniche bio.
Matteo Clerici





