La mosca al naso, ed anche nel piatto. Dall’ Oriente, ecco l’alimentazione a base d’ insetti

La mosca al naso, ed anche nel piatto. Dall’ Oriente, ecco l’alimentazione a base d’ insetti

I visitatori più avventurosi, che amavano trascorrere il loro tempo in Paesi come l’ India, la Thailandia o la Cina, non mancavano di parlarne, una volta tornati a casa, suscitando
curiosità, incredulità ed un pizzico di schifo.

Reazioni tutte comprensibili perché l’ entomofagia, cioè il mangiare insetti, è tanto diffusa in alcune parti del mondo quanto disprezzata in altri.

Tutto questo però potrebbe appartenere al passato: anche in Europa ed in Italia, sta prendendo sempre più piede la dieta con insetti, con i grandi chef intenti a modificare
i loro testi, includendovi larve, millepiedi e lombrichi.

Tra i maestri della cucina favorevoli a tale nuovo stile, ecco il giapponese Shoichi Uchiama che, come cenone natalizio, propone mosche e vermi serviti su di una croccante bruschetta.

Ora, i gusti sono gusti e nessuna (o quasi) prova scientifica o dichiarazione può influenzarli.

Detto questo, sappiate che mettere nel piatto le creature che una volta schiacciavate con la paletta o sterminavate con il Baygon è meno assurdo di quanto potrebbe sembrare.

In primis, come già detto, è un tipo di alimentazione molto diffuso in alcune parti del mondo.

A proposito, la FAO fa notare come “In ben 36 paesi africani vengono consumati almeno 527 specie diverse, lo stesso avviene in 29 paesi asiatici e in 23 paesi nelle Americhe. Con oltre 1.400
specie che vengono regolarmente consumate in tutto il mondo, gli insetti offrono possibilità promettenti sia dal punto di vista commerciale che da quello nutrizionale”.

Inoltre, sapendogli scegliere, (evitando cioè alcune specie) gli insetti costituiscono alimentazione sana e nutrizionalmente corretta.

Sfogliando un po’ di manuale di settore si può apprendere come un etto d’ insetti contenga solo 5,5 grammi di grassi, 129 grammi di proteine e abbondi di altre sostanze utili come
calcio, fosforo e ferro.

Per le calorie, ecco qualche dato: 100 g di coleotteri forniscono circa 250 calorie, i lepidotteri 260, le termiti addirittura più di 500, se le gustate essiccate (si parla di larve).

A tal proposito, il dottor Jean Davernoi De Bonnefon, il primario della Facoltà di Medicina dell’Università di Parigi, si è spinto ad affermare come “L’idea di mangiare
insetti non è poi tanto assurda sul piano medico. Anzi,può darsi che sia addirittura un’idea geniale a livello mondiale”
.

Come successo per altre novità alimentari, anche l’ entomofagia ha già conquistato alcune personalità del mondo dello spettacolo americano.

Tra le mangiamosche più convinte, Angelina Jolie.

La protagonista di block buster come Tomb Raider  e  Alessandro Magno ama talmente tale stile pappatorio da aver iniziato anche il figlio Maddox, a 5 anni.

Ecco il racconto della compagna di Brad Pitt: “Recentemente ho portato Maddox in Cambogia. E’ stato il suo primo viaggio lì in cui realmente ha capito dove si trovava. Siamo andati al
ristorante ed ha mangiato il suo primo piatto di grilli”.

Chissà, forse il piccolo avrebbe preferito un tradizionale gelato.

Matteo Clerici

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