Dalla doggy bag di Michelle Obama alla nostra cucina: la battaglia allo spreco alimentare si combatte così

Dalla doggy bag di Michelle Obama alla nostra cucina: la battaglia allo spreco alimentare si combatte così

By Redazione

Durante il suo soggiorno in Italia come compagna di Obama per il g8, Michelle Obama è andata al ristorante per gustare una discreta selezione del Made in Italy: assaggi di pasta alla
carbonara, lasagna e amatriciana accompagnati di vino rosso e prosecco, il menù scelto dalla first lady Usa.

Ma la notizia principale non è questa. Quello che, almeno in Italia, ha impressionato è stato il gesto della donna: alla fine del pranzo, Michelle ha chiesto la doggy bag (la
“busta per il cane”) per portarsi via gli avanzi.

Ora, al di là di chi sarà il beneficiario del cibo (Bo, il cao de agua della Casa Bianca, o qualche altro golosone) il gesto della signora Obama è importante per un
altro motivo.

In tempi di crisi, ognuno deve fare il possibile per non buttare il cibo, dall ‘ uomo qualunque alla compagna dellpolitico più potente d’ Occidente.

In tutto il mondo industrializzato, lo spreco alimentare arriva a toccare il 30% del cibo acquistato.

Secondo gli esperti della Coldiretti, nella sola Italia “restano invenduti nei retrobottega dei punti vendita 240mila tonnellate di alimenti per un valore di oltre un miliardo di euro, che
potrebbero sfamare 600.000 cittadini con tre pasti al giorno per un anno”.

E tali cifre diventano ancora più pesanti se confrontate con quelle dell’ emergenza-fame: quest’ anno, il numero delle persone senza cibo sufficiente ha toccato quota 1,020 miliardi,
ovvero circa un sesto della popolazione mondiale.

Nonostante la maggior parte di tali individui si concentri nei Paesi in via di sviluppo, anche le nazioni industrializzate hanno la loro parte, 15 milioni, con una crescita del 15,4% rispetto
al 2008.

Allora, la Coldiretti spinge ogni consumatore ad imitare Michelle Obama, mettendosi sulla via della spesa intelligente e consapevole.

Innanzitutto, è buona norma scegliere alimenti alla spina ed acquistare prodotti freschi di stagione.

I prodotti alla spina permettono infatti di ridurre il consumo di imballaggi e anche gli sprechi acquistando le quantità necessarie e utilizzando lo stesso contenitore (per maggiori
informazioni vedi www.distributoriallaspina.it ).

Gli alimenti di stagione, invece, rendono più facile una spesa che sia contemporaneamente sana ed economica.

Particolare attenzione va fatta nella scelta della frutta.

Per tale pietanza occorre effettuare acquisti ripetuti ma di quantità ridotta, facendo attenzione a scegliere merce sana (non marcia o appassita o ancora acerba).

A tal proposito, sfruttare le indicazioni dell’ etichetta per sapere l’ origine e poter privilegiare i prodotti locali e di stagione.

Nel caso si decida per vari tipi di frutta (e verdura), tenerli separati mediante sacchetti di plastica.

Una volta arrivati a casa, prosegue la Coldiretti, separare ancora: gli alimenti da consumare a breve vanno in un portavivande coperto, mentre gli altri vanno riposti in frigorifero.

Ancora una volta, fare attenzione nel maneggiare frutta e verdura: tenere separate i diversi tipi, evitare ammaccature ed non lasciare a metà porzioni già iniziate, in quanto
portatrici di ossidazione.

Riguardo agli altri tipi di alimenti, in generale valgono le indicazioni già date.

In più, gli esperti alimentari consigliano di usare quei piatti che permettono il riciclo di avanzi, come polpettone, polpette o ratatouille.

Matteo Clerici

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD