Anche le scimmie lo sanno: mangi di meno, vivi di più
11 Luglio 2009
Il fatto che un’alimentazione ipocalorica (ma comunque corretta) faccia bene sia alla lunghezza che alla longevità della vita è da tempo conosciuto.
Gli stili di vita di alcune popolazioni, come i Giapponesi dell’isola di Okinawa, sono da tempo oggetto di studi proprio per questo loro coniugare pacatezza nel nutrirsi a stato di salute
eccellente.
Ora, il legame tra poche calori e e molta e buona vita è stato confermato da uno studio, dell’University of Wisconsin-Madison, diretta da
Richy Colman e pubblicata sulla rivista Science.
Innanzitutto, i ricercatori hanno voluto spiegare il perché della scelta delle scimmie come cavie da laboratorio: a differenza di altre specie gettonate (come i topi) le scimmie sono
molto più simili biologicamente all’uomo; quindi, ogni risultato ottenuto con loro avrebbe avuto valenza maggiore.
Gli studiosi hanno quindi diviso gli animali (scimmie Reshus, molto simili ai macachi) in due gruppi: il primo mangiava a piacimento, il secondo seguiva una dieta controllata.
Dopo 20 anni di osservazione, tutte le Resus “mangione” erano morte, mentre le compagne messe a dieta erano vive e godevano di buona salute.
Sulla base di tale studio, l’equipe guidata dal dottor Colman ritiene che seguire una dieta ipocalorica e nutriente assicura la longevità e
difende da malattie tipiche della terza età come cancro, diabete e varie patologie cardiovascolari.
Matteo Clerici




