La gravidanza sviluppa e potenzia il cervello delle madri

La gravidanza sviluppa e potenzia il cervello delle madri

Dopo il parto, il cervello delle madri subisce delle modifiche: alcune regioni migliorano, diventando più recettive agli stimoli e più efficaci nell’azione.

Questo il quadro descritto da una ricerca del National Institute of Mental Health, diretta dal dottor Pilyoung Kim e pubblicata su “Behavioral Neuroscience”.

Il gruppo diretto da dottor Kim ha selezionato 19 volontarie, tutte mamme da poco, madri di maschi (9) o femmine (10), ricoverate presso il Yale-New Haven Hospital. Tali donne sono state
sottoposte ad risonanza magnetica ad alta risoluzione, prima durante la gravidanza e poi due volte dopo il parto, nella seconda e nella quarta settimana post-evento. I risultati hanno mostrato
come il cervello delle donne fosse aumentato di volume, producendo più materia grigia in alcune parti.

E, spiegano gli studiosi, la crescita era modesta ma significativa: in età adulta, il cervello raramente subisce modiche, e queste sono per lo più negative, dovute a traumi o
malattie.

In dettaglio, la crescita interessava le regioni dell’ippotalamo ( deputato alla motivazione materna), substantia nigra ed amigdala (processi emotivi e alla ricompensa), e corteccia prefrontale
(giudizio e ragionamento). Inoltre, più le donne provavano amore ed interesse per la prole, più il fenomeno era visibile.

Per il dottor Kim, all’origine del tutto vi è l’azione di estrogeni, ossitocina e prolattina. Il corpo femminile registra l’arrivo della discendenza e, tramite tali sostanze, si
auto-modella per crescere in efficienza.

Detto rapidamente, conclude il medico, gli stimoli sensoriali (sopratutto tattili) che le madri ricevono dai figli permettono loro di “Orchestrare nuovi e complessi repertori di comportamenti
interattivi con i bambini”.

FONTE: Kim, Pilyoung; Leckman, James F.; Mayes, Linda C.; Feldman, Ruth; Wang, Xin; Swain, James, “The plasticity of human maternal brain: Longitudinal changes in brain anatomy during
the early postpartum period”, Behavioral Neuroscience, Vol 124(5), Oct 2010, 695-700, doi:10.1037/a0020884

Matteo Clerici

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