La dieta vegetariana “made in Japan” combatte la depressione
9 Luglio 2010
Seguire una dieta vegetariana (sopratutto se con un tocco orientale) aiuta contro la depressione, sia prevenendo la malattia che riducendone i sintomi.
E’ la conclusione di una ricerca del National Center for Global Health and Medicine (di Tokio, Giappone), diretta dal dottor Akiko Nanri pubblicato da “European Journal of Clinical Nutrition”,
La squadra del National Center ha lavorato con 500 volontari, facendo compilare 2 questionari distinti. La prima serie di domande riguardava le abitudini a tavola, la seconda eventuali sintomi
depressivi.
Mettendo assieme i dati, è stato innanzitutto notato come gli stili alimentari ricadessero in tre categorie: la classica occidentale, basata su una ricca colazione, la dieta a base di
grassi animali e, infine, quella a base vegetale.
Successivamente, tali modelli sono stati messi in rapporto ai sintomi depressivi dei proprietari. Nanri e colleghi hanno così scoperto come la dieta vegetale del Giappone riducesse del
44% i sintomi della depressione rispetto agli altri 2 sistemi.
Secondo il dottor Mizoue, convolto nel lavoro, il merito della ricerca è “Aver un’analisi basata non sulle singole sostanze nutritive, ma sui modelli alimentari. Non possiamo affermare
che tutti coloro che mangiano male svilupperanno sintomi depressivi, ma possiamo credere nella possibilità che la cucina giapponese possa essere d’aiuto nell’impedire lo sviluppo della
malattia”.
Inoltre, il medico ricorda come il modello di dieta giapponese (vegetale, ma anche mista) prevede oltre alla soia, anche carote, zucche, funghi, vegetali verdi, cavoli cinesi, rape, ravanelli,
verdure, tofu, alghe, patate, frutta e tè verde.
Fonte: A Nanri, Y Kimura, Y Matsushita, M Ohta, M Sato, N Mishima, S Sasaki, T Mizoue, “Dietary patterns and depressive
symptoms among Japanese men and women”, European Journal of Clinical Nutrition (19 May 2010) doi:10.1038/ejcn.2010.86
Matteo Clerici
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