Investimenti, legalità e infrastrutture

L’Italia non riprenderà la via della crescita economica e sociale se il Mezzogiorno continuerà a permanere nelle condizioni attuali, «caratterizzate da una preoccupante fase
di rallentamento economico e di disagio sociale».

Il Mezzogiorno deve essere al centro dell’agenda politica nazionale. Il pacchetto di proposte per il Sud al prossimo Esecutivo sono state presentate nella Biblioteca del Senato da
Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, nel corso del convegno «Il Sud nell’agenda politica del Paese: le proposte del mondo del lavoro e delle imprese». Legalità, sviluppo
funzionamento delle istituzioni e inclusione sociale sono i nodi della crisi meridionali da sciogliere con un’azione organica e programmatica. La promozione degli investimenti, una
fiscalità compensativa, formazione di qualità e in quantità , sicurezza, legalità, infrastrutture e incentivazione del turismo sono le soluzioni proposte per
riprendere la strada della crescita economica e sociale nel Sud. In sintesi riproponiamo i punti della proposta:

Promozione degli investimenti e fiscalità compensativa. Si chiede innanzitutto un quadro normativo stabile fino a tutto il 2013 sia per investimenti automatici come il credito d’imposta,
sia per gli strumenti negoziali come i contratti di programma e di localizzazione. Per questi ultimi si chiede, però, un drastico taglio dei tempi di istruttoria da 24 a 6 mesi. Sul
fronte del bonus occupazione, poi, si chiede di equipararne la durata a quella del bonus investimenti. Sì, poi, alla sperimentazione di un ampliamento del principio della
fiscalità compensativa, utilizzando, per esempio, il regolamento sugli aiuti a finalità regionale per concedere aiuti fiscali per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.

Società della conoscenza. Per competere il Sud ha bisogno di formazione di qualità e di quantità: da un parte formazione tecnica per adeguare le competenze dei lavoratori e
dall’altra alta formazione e ricerca condotta in centri di eccellenza del Mezzogiorno per innovare la base produttiva. Un network dovrà mettere in relazione istruzione, scienza,
tecnologia e impresa in modo che soprattutto le piccole aziende possano trovare, spiega il progetto, «le risorse immateriali indispensabili per innovare prodotti, processi e
organizzazione». Il progetto è in linea con la sfida lanciata dalla strategia di Lisbona che mira a fare dell’Europa entro il 2010 una società compiutamente basata sulla
conoscenza. Per ricerca e innovazione si suggerisce il rafforzamento degli incentivi automatici previsti dalla Finanziaria per il 2008 e il consolidamento di Industria 2015, anche mediante le
risorse di fondi strutturali. Lo scopo è quello di raggiungere entro il 2015 il 3% del Pil destinato alla ricerca. L’obiettivo della crescita delle competenze potrà beneficiare
delle necessarie risorse ordinarie e del pieno utilizzo dei fondi strutturali e del Fas 2007-2013 per l’istruzione e la formazione (oltre 16 miliardi di euro). Previsto un adeguamento delle
competenze di base in linea con la domanda di tecnici intermedi proveniente dalle imprese, con una migliore integrazione fra scuola, formazione e mondo del lavoro. Previsti anche progetti
finalizzati al rientro nelle regioni di provenienza dei giovani ad alta ed altissima qualificazione universitaria e post-universitaria.

Sicurezza e legalità. Le azioni di prevenzione e repressione delle forze dell’ordine devono andare di pari passo con le azioni degli enti locali per migliorare la sicurezza: dalla
trasparenza alla semplificazione amministrativa, dalla lotta al lavoro nero e all’economia sommersa fino al contrasto di forme di sfruttamento degli extracomunitari. Si chiede la tutela degli
investimenti delle imprese, il reimpiego produttivo dei beni della criminalità, la promozione della cultura della legalità. Nelle aree più a rischio si chiede la
sperimentazione del tutor antiracket. Per contrastare l’infiltrazione della criminalità nei bandi per i fondi strutturali 2007-2013 si chiedono protocolli d’intesa sulla sicurezza per
ogni intervento medio-grande che si intende realizzare.

Infrastrutture. Si deve puntare al raddoppio della capacità di spesa annua per le infrastrutture di trasporto, passando da 2 a 4 miliardi di euro affrontando un numero limitato di
priorità. Otto miliardi di euro di risorse liberate grazie alla rendicontazione a Bruxelles di progetti finanziati con risorse nazionali vanno concentrati, secondo il progetto, su 3
grandi interventi ferroviari a carattere interregionale: l’alta capacità ferroviaria Napoli-Bari, la modernizzazione della dorsale tirrenica a Reggio Calabria e la ferrovia
Palermo-Messina- Catania. Da affrontare anche la messa in sicurezza e l’ammodernamento della statale Jonica 106. Si mira poi ad ammodernare la dotazione infrastrutturale materiale del Sud da
quella idrica all’energia elettrica, dal gas alle telecomunicazioni, allo smaltimento dei rifiuti.

Turismo. Si chiede un utilizzo mirato del miliardo di euro dei Fondi strutturali del programma interregionale «Attrattori culturali, naturali e turismo», favorendo un numero
limitato di poli di interesse turistico da collegare in rete per la promozione di un pacchetto integrato sui mercati internazionali. Da superare, poi, la parcellizzazione della promozione
turistica. Sì a progetti di riqualificazione urbana, sia nei centri storici, sia nei quartieri degradati, creando opportunità di investimento, occupazione nei servizi e nei
settori della cultura e del turismo, che si affianchino alla sperimentazione delle prime 18 zone franche.

Salvatore Arnesano

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