Iniziato dall'Iti il progetto Ti voglio bere

Biella – Ieri pomeriggio, martedì 22 aprile, nella sede staccata dell’Itis Quintino Sella si è tenuto il primo intervento tecnico dei tre previsti per il progetto
«Ti Voglio Bere», rivolto quest’anno alla terza liceo Tecnologico Ambientale e inserito nel processo di Agenda 21, punta a educare i giovani al risparmio dell’acqua grazie a un suo
uso consapevole.

È il Centro di educazione ambientale della Provincia a coordinare il progetto negli istituti scolastici superiori, coadiuvato, nell’incontro di ieri, dall’assessore all’ambiente Davide
Bazzini e dalla responsabile della comunicazione di Ato2 Elena Audagna.
I ragazzi si sono manifestati attenti e interessati al tema del rispetto della risorsa idrica e hanno rivolto alcune domande. Il prossimo intervento è previsto lunedì 28 aprile,
protagonista l’Ato2.

«Ti voglio bere» si propone un uso più consapevole dell’acqua. Interesserà mano a mano le diverse scuole del territorio, con un approccio interdisciplinare che si
allarga anche alle amministrazioni locali, alle Ato, ai gestori del servizio idrico, oltre a scuole e cittadini accomunati dalla volontà di risparmiare una risorsa sempre più
preziosa come l’acqua di rubinetto.
Oltre agli studenti, e di riflesso, il progetto coinvolgerà le famiglie, dimostrando che l’acqua di rubinetto conviene rispetto a quella minerale imbottigliata: da un punto di vista
economico, ambientale e di salute.

È in programma un ampliamento della rete di scuole grazie ai cosiddetti «Water Management» opportunamente formati: un gruppo di lavoro interclasse in ogni istituto per la
gestione locale dell’iniziativa. E poi gli interventi tecnologici: i bagni delle scuole dotati di tecnologie per il risparmio idrico (aeratori e regolatori di flusso) e i distributori di
bottigliette sostituiti. Sarà creato anche un database sul monitoraggio dei consumi, curato dai «Water Manager», per avere un accesso diretto ai dati e ai risultati, anche
economici, ottenuti.
Le regole da rispettare: ripensare i propri stili di vita, coinvolgere le future generazioni, valorizzare la qualità dell’acqua del rubinetto, ottenere risparmio idrico e di energia,
ridurre i rifiuti (l’acqua è lo sfuso per eccellenza), ridurre le emissioni di Co2 nel ciclo completo di una bottiglia di plastica in meno, ottenere un risparmio economico per le
famiglie e le amministrazioni evitando l’acquisto dell’acqua imbottigliata e riducendo i costi della bolletta idrica.

Una scelta semplice come il bere l’acqua di rubinetto può avere grandi ripercussioni, soprattutto ambientali. L’Italia è prima al mondo per consumo pro capite di acqua
confezionata: ogni anno si bevono più di 7 miliardi di bottiglie, che tutte in fila coprirebbero 50 volte la circonferenza terrestre. Rinunciando alla bottiglia una famiglia può
risparmiare fino a 260 euro all’anno, inoltre, valorizzare l’acqua potabile di alta qualità riduce l’impatto ambientale degli imballaggi in plastica e garantisce un ritorno economico per
le amministrazioni e per le famiglie.

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