Influenza suina, il contagio viaggia veloce

Influenza suina, il contagio viaggia veloce

L’ Influenza suina ha un tasso di contagio elevato: ogni contagiato a sua volta infetterà 1,5 soggetti nei tre giorni precedenti la comparsa dei sintomi (tosse, febbre, dolori muscolari
ed altro).

A dirlo, uno studio pubblicato dalla rivista “Influenza and Other Respiratory Viruses”.

Per gli addetti ai lavori, l’influenza A si diffonde con una velocità simile a quella delle pandemie del 1957, del 1968 e della SARS del 2003. “Anche se l’influenza si riproduce a tassi
di poco superiori ad 1, riesce a `saltare` da persona a persona in uno o due giorni” afferma il dottor Nathaniel Huper, docente alla Cornell University e direttore dei Cdc (Centers for Disease
Control and Prevention).

In parole povere, gli “untori”, si muovono tra la gente, a scuola, sui treni, in strada, facendo 0,5 vittime . Al terzo giorno, la piramide dei contagiati sale con un effetto moltiplicatore.

Bisogna però osservare come l’infettività del virus h1n1, come di qualunque suo collega, è influenzata da numerose variabili. Affinché la malattia possa ottenere la
denominazione di pandemia, deve raggiungere quantomeno il livello 1: se non riesce, il virus è destinato ad esaurirsi in breve tempo. Esiste però anche un rovescio della medaglia:
se il moltiplicatore di contagio arriva a 2 infettati per persona c’è un effetto a cascata. Se invece il rapporto è di 10 contagi per ogni infetto, si è in presenza di una
“epidemia esplosiva”: un sorta di fuoriclasse virale, mai verificatosi concretamente.

Comparendo l’attuale influenza A con altri tipi d’influenza si può notare come essa viaggi vicino alle posizioni di testa della classifica epidemica. L’attuale virus H1N1 con il suo
tasso di 1.5, batte la normale influenza (1.3), ma è ancora nella scia dell’influenza spagnola del 1918 (2-2,5).

Per gli addetti ai lavori, l’influenza A tende a colpire i giovani, in quanto il loro sistema immunitario sembra essere più vulnerabili. In alcuni casi (come quello del 24enne ricoverato
a Monza) la pandemia si manifesta in una forma severa. “In questi pazienti, il virus infetta direttamente i polmoni, causando una grave insufficienza respiratoria”, spiega l’OMS.

Matteo Clerici

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