Influenza A. I medici britannici: “L’efficacia del Tamiflu è dubbia”

Influenza A. I medici britannici: “L’efficacia del Tamiflu è dubbia”

In Inghilterra, il Tamiflu è sotto processo medico. Il medicinale è infatti sospettato di essere incapace di prevenire le complicazioni nei soggetti colpiti da influenza A.

L’accusa è portata avanti da una ricerca, diretta dalla Cochrane Collaboration (organizzazione no profit che valuta l’efficacia degli interventi sanitari), promossa da Channel 4 e
pubblicata dal “British Medical Journal” (BMJ).

Gli scienziati, che hanno analizzato diversi studi sul farmaco dal 2005 in poi, sostengono che esistono prove della sua capacità di abbreviare i sintomi ma non di prevenire condizioni
come la polmonite.

Inoltre, essi sostengono che la loro ricerca provi come il Tamiflu “Non riduca le complicazioni dell’apparato respiratorio legate all’influenza. E’ stato (inoltre) scoperto come il farmaco
induca nausea mentre è possibile che prove di effetti collaterali siano state sotto riportate”.

Gli studiosi criticano alcune delle prove a disposizione ed affermano come la Roche (azienda farmaceutica produttrice) non è stata in grado di fornire “Incondizionatamente” le
informazioni richiesta. Come conseguenza, 8 test sul farmaco sono stati scartati, in quanto non è stato possibile verificarli.

La squadra d’investigatori conclude così: “La scarsità di dati affidabili mette in dubbio le precedenti scoperte sulla capacità dell’Oseltamivir (principio del Tamiflu) di
prevenire le complicazioni dell’influenza”

Dello stesso parere la dottoressa Godlee, editrice capo di BMJ: “I Governi del mondo hanno speso miliardi di sterline per un farmaco che la comunità scientifica scopre ora di non poter
valutare”.

Conclusioni simili sono state raggiunte da un’altra ricerca, opera del Professor Nick Freemantle e della dottoressa Melanie Calvert, dell’Università di Birmingham.

Oltre a ridimensionare in toto il farmaco (“I benefici in assoluto sono piccoli, e gli effetti collaterali devono essere tenuti in considerazione”, Melanie e Calvert mettono in dubbio alcune
ricerche precedenti: “Sembra probabile che alcuni pazienti sono stati inclusi in più di uno studio, e questo mina la capacità di tali studi di fornite valutazioni indipendenti”.

Di fronte a tali affermazioni, la Roche non è rimasta passiva.

Una sua portavoce ha affermato come studi di riepilogo sul Tamiflu saranno inseriti su un sito, protetto da password ma accessibile alla comunità scientifica.

L’azienda ha inoltre dichiarato: “La Roche è a conoscenza di tale studio e sta intrattenendo relazioni con Channel 4 ed il BMJ per rispondere alle domande che tali studio ha sollevato.
La Roche sostiene la robustezza e la correttezza delle informazioni che sostengono l’efficacia e la sicurezza del Tamiflu. Il Tamiflu sta svolgendo un ruolo di punta nel controllo del virus
(H1N1) della pandemia 2009”.

Ma le conseguenze di questa diatriba potrebbero non limitarsi al Tamiflu. Come giustamente sottolineano i media inglesi, in gioco c è l’intero sistema di selezione delle procedure
sanitarie ed il ruolo di controllo dell’opinione pubblica qualificata (cioè la comunità scientifica).

LINK alla ricerca del British Medical Journal

Matteo Clerici

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