Influenza A. I medici: “la mutazione non deve allarmare”

Influenza A. I medici: “la mutazione non deve allarmare”

Anche se la mutazione del virus H1N1 è arrivata in Italia, ciò non deve provocare allarmismi, panico o allarme sociale.

A spingere per i nervi saldi e la tranquilla vigilanza numerosi esperti, tra cui il dottor Giovanni Rezza, capo del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanitá
(ISS).

Il dottor Rezza fa notare come la mutazione “Al momento, non sembra in grado di diffondersi. E comunque, anche nei confronti di questo virus mutato, l’efficacia del vaccino sembrerebbe
inalterata”. Inoltre, tale cambiamento non avviene certo inaspettato: “Sapevamo che questo virus A poteva mutare come tutti i virus influenzali. Per questo abbiamo sempre raccomandato la
vaccinazione: sia per proteggere le persone a rischio, sia per diminuirne la diffusione”

In ogni caso, sottolinea Rezza, no all’isteria da influenza A: “Questa mutazione l’abbiamo diagnosticata solo su un paziente, e diverso tempo fa. Questo significa che evidentemente non si
è diffusa”

Altro esponente del partito della calma è il dottor Fabrizio Pregliasco, virologo. Secondo Pregliasco, la scoperta del caso italiano “Non desta preoccupazione e non deve allarmare” in
quanto “La mutazione c’è stata, ma per ora si tratta di una variante minimale e come tale va considerata”. Secondo Pregliasco, conoscere il virus aiuta a combattere la paura ed i
fantasmi medici. Spiega il virologo: “È un virus camaleontico, ecco perchè è fondamentale non abbassare la guardia e vaccinarsi. La “metamorfosi” registrata in Italia rende
il virus più aggressivo, anche se non lo rende maggiormente contagioso. Guardando al passato, vediamo che i virus pandemici sono stati sempre contraddistinti da ondate distinte. Non ci
sono automatismi, ma c’è la possibilità che questa mutazione, tra l’altro attesa, dia il “la” a nuove ondate”.

Riguardo ai dettagli tecnici, la mutazione italiana (come quella della Norvegia) “Ha come caratteristica quella di legare i recettori a livello di più proteine, minando maggiormente i
polmoni”. Tale cambiamento è stato correlato “Anche a casi più blandi”.

Anche se la mutazione è un pericolo tutto sommato relativo, Pregliasco ritiene che essa “Non deve farci assolutamente abbassare la guardia”. Persiste infatti il pericolo della
“Ricombinazione del virus, lo scambio di materiale genetico tra due virus differenti che si trovano ad infettare la stessa cellula” ma come dimostrato dalla scoperta delle mutazioni “Il sistema
è in grado di monitorare il virus costantemente, tenerlo sott’occhio passo dopo passo”.

Infine, anche Pregliasco è un fan del vaccino, che definisce “assist fondamentale per fermare la pandemia”. Nessun pericolo anche si si è usato lo squalene, “l’adiuvante sotto
accusa”: chi l’ha usato “Può sentirsi ancora più sicuro perchè maggiormente protetto da eventuali mutazioni. L’adiuvante ha infatti la funzione di accelerare la risposta
del sistema immunitario”.

Matteo Clerici

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