Influenza A. Fazio: “A disposizione già 500.000 dosi”

Influenza A. Fazio: “A disposizione già 500.000 dosi”

L’Italia è pronta a gestire l’inverno e la ripresa dell’influenza A: il vaccino, in particolare, arriverà nei tempi previsti.

Lo afferma il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio che sottolinea come come ci siano “A disposizione già 500.000 dosi” e che la Novartis, azienda farmaceutica produttrice, abbia
già testato la loro affidabilità su 6000 volontari.

In più, dopo la riunione dell’Unità di crisi anti pandemia, saranno emanate nuove circolari per le regioni al fine di disciplinare, tra l’altro, il lavoro dei medici durante i
mesi più caldi del virus H1N1.

Spiega Fazio: “Abbiamo sempre detto che il vaccino sarebbe arrivato tra il 15 ottobre e il 15 novembre, ma potrebbe essere anche prima. Quindi mi auguro che in questo periodo si possa procedere
alla vaccinazione. Quindi mi auguro che in questo periodo si possa procedere alla vaccinazione. In più,egli ha specificato come “Il vaccino arriverà, le prime dosi per i servizi
essenziali ci saranno forse addirittura entro il 31 ottobre. Ma ripeto che servirà per i servizi essenziali e per le categorie a rischio perché la gente che non ha delle malattie
importanti non rischia niente per questo virus”.

Inoltre Fazio elogia il Paese per la sua compostezza: ” non mi sembra che si stia creando allarmismo”.

Pur in un quadro quindi di positività e tranquilla vigilanza, il Ministero della Salute è al lavoro: entro la fine della prossima settimana, ci saranno diversi chiarimenti: “Ad
esempio, emetteremo a breve una circolare per i medici di famiglia – ha detto Fazio – per fare triage telefonico per l’influenza A, senza vedere la persona. Sempre tra martedì e
mercoledì prevediamo di mandare una circolare alle regioni per farci dare un elenco, un censimento delle unità intensive di secondo livello, e in più daremo una serie di
indicazioni sulle modalità di gestione dei casi più gravi”.

A questo proposito, Ferruccio Fazio si dimostra particolarmente interessato agli ECMO, le macchine per favorire la respirazione su cui la sanità della regione Lombardia ha deciso di
puntare.

Per questo, afferma il viceministro, “Chiederemo alla Lombardia di coordinare a livello nazionale le attività per la circolazione extra-polmonare”, regione che rispetto alle colleghe
è avanti con tale tecnologia: “Non è ancora certo,ma è un fatto che su cinque macchine di questo tipo in Italia, quattro sono nella regione Lombardia”.

Matteo Clerici

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