Influenza A. Preparativi di vaccinazione negli USA

Influenza A. Preparativi di vaccinazione negli USA

Gli Stati Uniti inizieranno la campagna di vaccinazione pubblica contro l’influenza suina il 6 Ottobre, secondo la tabella di marcia, ma l’inizio delle operazioni sarà probabilmente ” un
po’ accidentato”.

Questaè la previsione del dottor Thomas R. Frieden, direttore degli CDC, sul probabile svolgimento delle procedure anti virus H1N1, resa pubblica durante una conferenza tenuta
venerdì 25 settembre.

Il medico afferma come quasi sicuramente le prime dosi di vaccino raggiungeranno i medici Usa il 6 settembre ed il grosso di queste sarà rappresentato dal FluMist, il controverso vaccino
a spray nasale.

Tale vaccino è infatti considerato poco raccomandabili per i soggetti deboli (donne incinte, bambini under 2 ed adulti over 49) per gli effetti collaterali sulla salute. FluMist ha
però anche estimatori, che sottolineano come sia facile da usare e gradito ad alcuni pazienti, al contrario spaventati dagli aghi. In ogni caso, per metà ottobre FluMist
sarà esaurito.

Un altro problema è rappresentato dalla distribuzione delle scorte. Con esemplari di prodotto provienti da 5 aziende e diretti a 90.000, il vaccino sarà sovrabbondante in alcune
zone, carente in altre. Inoltre il dottor Frieden ricorda come l’immunizzazione anti virus H1N1 è differente da quella contro l’influenza stagionale: tra le altre cose, tutti gli
attrezzi necessari saranno pagati dal governo federale.

In alcuni Stati dell’Unione, il vaccino anti influenza A verrà iniettato negli edifici pubblici, come scuole o cliniche, come fatto ai tempi dell’antipolio, negli Anni Cinquanta. Gli
istituti più preparati hanno già inviato richieste ed informative e stanno mettendo a punto le procedure d’azione. In più, il dottor Frieden afferma come Washington
potrebbe chiedere a farmacie e compagnie sanitarie di abbassare i prezzi.

Infine, il direttore degli CDC ha voluto far chiarezza su una voce proveniente dal Canada, che afferma come il vaccino contro l’influenza stagionale renda più vulnerabili. A riguardo, il
dottor Frieden sottoliena come dal Canada non siano arrivate ricerche ufficiali; inoltre, studi simili fatti negli Usa ed in Australia hanno testimoniato invece “l’innocenza del vaccino”.

Matteo Clerici

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