Infarto, Martini: «in Veneto nasce una rete integrata interospedaliera»

By Redazione

Venezia – Per il costante invecchiamento della popolazione e la diffusione dei fattori di rischio che ne favoriscono l’insorgenza, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale
causa di morte nel nostro Paese, sono responsabili del 44% di tutti i decessi e sono in continua crescita. L’infarto acuto del miocardio resta la prima causa di decesso in Veneto.

Nella nostra regione vengono annualmente ospedalizzati 7 mila casi di infarto acuto del miocardio con una mortalità mediamente del 15%. Per questo la Regione del Veneto ha dimostrato
particolare attenzione alle malattie cardiovascolari recependo per prima in Italia una legge che prevede l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in sede extraospedaliera anche da parte di
personale sanitario non medico e di personale non sanitario con specifica formazione nel campo della rianimazione cardiopolmonare.

«Adesso – spiega l’assessore alle Politiche sanitarie, Francesca Martini – abbiamo attivato la prima rete interospedaliera per il trattamento in emergenza dell’infarto miocardio acuto
nell’ambito di una strategia terapeutica integrata. Al Centro di coordinamento per l’emergenza ed urgenza abbiamo inoltre affidato la realizzazione di una campagna di informazione tesa a
migliorare l’utilizzo del sistema 118, mentre al Servizio epidemiologico regionale abbiamo demandato l’istituzione di un registro veneto per monitorare sia il processo che i risultati delle
azioni cliniche intraprese. Sempre al Centro di coordinamento per l’emergenza ed urgenza è stato chiesto di istituire una commissione di studio per valutare l’appropriatezza della
gestione dei casi di infarto acuto del miocardio in terapia intensiva cardiologica, nei laboratori di emodinamica, nei servizi di emergenza ed urgenza».

Conclude Francesca Martini: «La rete integrata interospedaliera sarà utile per la riduzione dei tempi di accesso al trattamento, per la maggior diffusione delle trombosi precoci,
per l’aumento del numero delle rivascolarizzazioni coronariche con la garanzia delle angioplastiche. A breve tutti i mezzi di soccorso del Suem 118 saranno dotati di elettrocardiografi con
teletrasmissione o teleconsulto. Il Veneto sarà poi suddiviso in aree geografiche che afferiranno ai centri regionali di riferimento, mentre i centri periferici saranno messi in sinergia
tra loro. Infine partirà presto un’indagine nelle aziende ospedaliere e sanitarie per studiare la diffusione territoriale della telecardiologia».

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