In Valle d’Aosta per sciare e… per mangiare

In Valle d’Aosta per sciare e… per mangiare

Come avviene da anni, la Val d’Aosta s’è presentata, nei giorni scorsi, ai media e al mondo degli amanti della montagna milanesi per presentare le ultime novità per la
stagione invernale 2011/12 in fatto d’impianti di risalita, ricettivo, facilitazioni per i singoli e le famiglie, collegamenti, skipass e appuntamenti internazionali.

Ma è stata anche un’occasione per ricordare che con i suoi prodotti genuini la Valle si presente quale richiamo anche per i più raffinati gourmet. Se a questo aggiungi le serate che
con l’aiuto dei ristoratori possono essere fatte in vetta -a cielo aperto- ci sono tanti motivi per rendere piacevole il soggiorno dove si scia tutto l’anno.

Tra i compiti dell’amministrazione pubblica ci sono anche quelli della salvaguardia della propria produzione enogastronomica, buona parte della quale porta il marchio DOP. Niente da stupirci
pertanto se nel corso della serata che dicevamo non solo s’è parlato dei suoi prodotti ma è stata anche offerta l’occasione, agli ospiti, di gustarli.

Nel fare una breve presentazione di un pranzo tipico valdostano non possiamo non partire dagli antipasti formati dai salumi locali (composti da insaccati di carni pregiate arricchite da aromi
di erbe di montagna) tra i quali primeggia il lardo valdostano DOP “Valleé Lard d’Arnad”, che prima di poter essere consumato richiede una lunga stagionatura sotto una coltre di arbusti
di piante aromatiche. Con questa specialità vengono serviti i boudin: una specie particolare di patè formati da sanguinacci a base di patate preparati secondo una ricetta che si
tramanda dagli anni che furono.

E poi la Fontina ricavata da latte crudo e intero arricchita, per la sua bontà, dai pascoli in parte allo stato brado delle mucche da latte. Se poi siamo nel comprensorio del Monte Rosa
dobbiamo aggiungere il Toma di Gressoney proveniente e prodotto esclusivamente nella valle del Lys. In un vassoio del genere come potrebbe mancare il Jabon de Bosses, il prosciutto crudo di
Saint-Rhémy località che si trova a 1600 metri e dove già il profumo dell’aria inebria l’atmosfera? .

E’ con questi prodotti che meglio si gusta il Pane nero di segale e frumento magari leggermente spalmato con del burro.

Il piatto successivo può essere la Valpelenentse una zuppa calda a base di pane bianco raffermo e fontina immersi nel brodo ricoperti di burro fuso e tracce di cannella. Quando esce dal
forno, leggermente abbrustolita è una delizia.

Tra i primi (che possono essere serviti anche come secondi) spicca la polenta accompagnata da selvaggina e carni, amalgata coi formaggi locali.

Infine le carni cotte sulla pietra che immettono nell’aria odori avvincenti: inconfondibili.

E poi castagne abbrustolite o le dolci tegole, quando non addirittura la crostata il tutto accompagnato da alcuni famosi vini come il Donnas o il Muscat, il Pinot Gris e altri ancora seguiti
dal tipico Genepy, che non può mancare su ogni tavola che si rispetti.

Anche di questi prodotti agroalimentari si è parlato a Milano. Essi sono una fonte economica importante per la regione con le sue imponrnti montagne e con impianti sciistici e ricettivi
di prim’ordine..

Informazioni: www.lovevda.it

Bruno Breschi
Newsfood.com

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