In difficoltà gli allevatori di conigli piemontesi

By Redazione

Torino – Tra le crisi che colpiscono pesantemente la zootecnia piemontese, vi è anche quella del settore cunicolo, a segnalarlo è Ugo Cavallera, consigliere
regionale di Forza Italia, che ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta Bresso per sollecitare un intervento della Regione a favore di questo comparto.

«In Piemonte sono attivi circa 350 allevamenti, con una produzione di 5 milioni di conigli all’anno – dice Cavallera. Siamo la quarta Regione italiana nella produzione cunicola, con un
fatturato che, compreso l’indotto, vale qualcosa come 30 milioni di euro. In questi mesi il settore è stato colpito, come anche la suinicoltura, da una crisi di mercato. Si è
aperta la forbice tra il costo delle materie prime utilizzate per l’alimentazione, e i prezzi degli animali vivi, che sono invece scesi attorno a 1,4/1,5 euro al kg. In queste condizioni si
rischia di mettere a repentaglio un settore consolidato con pesanti ricadute occupazionali, sia dirette che sulla intera filiera».

Cavallera sottolinea dunque la necessità che la Regione intervenga con misure a sostegno soprattutto della qualità e della tutela dell’origine del prodotto.
«Anche perché – prosegue il consigliere azzurro – come in altri campi, il Piemonte ha puntato molto sulla qualità e il rispetto di rigorosi requisiti sanitari. Oggi
l’andamento negativo dei prezzi è anche influenzato dalla importazione di carne dall’estero, un prodotto che in molti casi non può vantare le caratteristiche organolettiche della
carne piemontese. Occorre quindi intervenire con la regolamentazione dell’etichettatura obbligatoria, che assicuri l’origine e la tracciabilità del prodotto. Inoltre, si deve prevedere
una campagna di promozione al consumo della carne di coniglio, evidenziando le caratteristiche di pregio del coniglio fresco a fronte di quello d’importazione e congelato».

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