Cia Umbria: rilanciare la zootecnia del Trasimeno

Rilanciare la zootecnia nel Trasimeno attraverso un rapporto più diretto e di fiducia tra produttore e consumatore, è questo il motivo che ha spinto la Cia dell’Umbria ha
presentare un progetto integrato di filiera, per il comparto delle carni bovine, approfittando di un apposito bando pubblico regionale finanziato con risorse Cipe assegnate per favorire la
ripresa delle attività economiche delle imprese agricole ed agroalimentari colpite nel 2003 dalla crisi idrica del lago Trasimento.

Un progetto che vedrà il coinvolgimento della Cia Umbria attraverso il proprio Consorzio Agroalimentare regionale, recentemente costituitosi, in qualità di capofiliera, dei Molini
riuniti per quanto riguarda la fornitura di mangimi, ” La bottega del futuro” dei F.lli Lisi, struttura che garantirà la lavorazione delle carni, e delle seguenti aziende produttrici:
Cortimiglia Salvatore e Andrea, Meola Antonietta, “i Tre Mulini” di Annunziata, Vincenzo e Caterina , ” La Cascina” di Maneggia Siro,”Poggio Martino” di Frullano Libero e Frollano Sandro, ” La
Quercia del Pentimento” di Valdambrini Graziella e Giuseppe Petito tra le più significative, nel Trasimeno, per numero di capi allevati, che andranno a realizzare complessivamente un
investimento pari ad euro 1.480.000,00.

L’obiettivo è quello di dare una prospettiva di crescita e di sviluppo alla zootecnia del Trasimeno che, pur in presenza negli ultimi anni di un ridimensionamento d’aziende e di numero
dei capi allevati, continua a rimanere un comparto di grande importanza per l’economia dell’intero comprensorio.

Per raggiungere lo scopo prefissato, si è ritenuto opportuno creare un circuito che vedrà prioritariamente coinvolti le macellerie locali, i ristoranti, gli agriturismi e non
ultimo le mense scolastiche che potranno certamente favorire un maggior consumo di carne locale.

L’idea di filiera corta e strutturalmente integrata nasce, quindi, per rispondere ad un’esigenza di carattere economica che dovrà consentire una maggiore remunerazione per il produttore
e un prezzo al consumo più competitivo.

Nel contempo dovrà favorire, attraverso un apposito marchio , l’identificazione della produzione di filiera, creando così una maggiore fiducia dei consumatori nei confronti della
produzione locale.

In definitiva un processo virtuoso attraverso il quale il settore primario potrà avere un’occasione importante per accreditarsi,con i suoi valori positivi, nei confronti della
società.

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