Il virus ha preso l’aereo

Il virus ha preso l’aereo

By Redazione

Sarà un problema sociale, ma dobbiamo avere fiducia perché non è vero che la sanità pubblica italiana è un disastro. Per Donatella Cinelli Colombini, ideatrice
del Premio: la parte più importante della donna è il cervello. Donatella Cinelli Colombini, ideatrice del Premio Casato Prime Donne, durante la celebrazione avvenuta ieri ha
affermato: “In un momento in cui ‘veline’ diventano parlamentari, noi continuiamo a credere che la parte più importante di una donna sia il cervello, ed è per questo che ogni
anno premiamo una donna che si è particolarmente distinta per coraggio ed eticità di comportamenti e che con il proprio impegno ha valorizzato la presenza femminile nella
società e nel lavoro. Quest’anno la giuria è stata unanime nel riconoscere questo premio alla scienziata Ilaria Capua”.

Ilaria Capua ha dedicato la vita alla ricerca affermando la libertà della ricerca, è naturale nel momento che le consegniamo un Premio, dedicato alle donne, chiederle se nel mondo
della Scienza le barriere sono cadute ed essere donna non è più un ostacolo? Ha esordito con questa domanda Rosy Bindi, Vice Presidente della Camera dei Deputati e membro della
Giuria del Premio Casato Prime Donne ideato da Donatella Cinelli Colombini, ieri sul Palco del Teatro degli Astrusi a Montalcino (Si) in occasione della consegna del Premio ad Ilaria Capua una
delle cinque Revolutionary Minds del mondo balzata alla ribalta internazionale per l’identificazione del codice genetico del virus dell’aviaria e più recentemente dell’A/H1N1 responsabile
dell’influenza dei suini, ma soprattutto per aver rotto gli schemi sull’accessibilità dei dati scientifici in favore di un più rapido intervento sulla salute pubblica.

“In realtà come ricercatrice non mi percepisco come donna, ed anche se ci fossero stati degli impedimenti io non me ne sono accorta, ha affermato la bella e giovane ricercatrice,
veterinario di una struttura pubblica, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, sposata con uno scozzese e madre di una bimba di cinque anni, lavoro sempre convinta e determinata su ciò
che la ricerca italiana può offrire indipendente dal genere. Una donna ha molte
cose da seguire, ha continuato Ilaria Capua, e tutto va incastrato nel migliore dei modi, devo dire dietro a questo premio c’è anche una grande famiglia, è importante avere
obiettivi comuni nella vita affettiva e nel lavoro”.

Rosy Bindi, ha continuato ponendo a nome della Giuria del Premio Casato Prime Donne un quesito di attualità:
“Grazie alla sua scelta di mettere a disposizione del mondo scientifico la scoperta che lei aveva fatto e quindi di creare una grande rete di comunicazione in tutto il mondo. Una scelta
encomiabile e utile per l’umanità. Ce la dice una parola di conforto, una parola vera, di cui tutti avremmo bisogno su questo incombente problema dell’influenza A?”

“Questa non è la prima pandemia influenzale che arriva dagli animali e non sarà l’ultima, ha affermato Ilaria Capua, è un fenomeno che si verifica ogni 10, 40 anni, un
momento in cui un patogeno esce da un serbatoio e si affaccia in una nuova specie, preoccupa perché non si può sapere che effetto avrà su quella specie. Quello che posso dire
innanzitutto è che noi abbiamo strumenti di lotta all’infezione molto migliori di quelli che avevamo nel ’68, del ‘57 e del 1918, per cui per quanta paura ci possa fare, a breve
avremo il vaccino abbiamo antivirali, antibiotici. Tutto questo con un virus che si comporta come una normale influenza stagionale. La preoccupazione, ha continuato, sta nel fatto che il virus
‘ha preso l’aereo’, infetterà tutto il mondo, può accadere che si verificheranno molti casi contemporaneamente. Ecco questo può mettere in difficoltà i servizi e
quindi divenire un problema sociale. Oggi abbiamo più timori, perché c’è più coscienza sulle malattie infettive ed inoltre perché vediamo l’effetto della
globalizzazione delle malattie”.

Riguardo alla ricerca nel nostro Paese Ilaria Capua ha affermato che sono tempi duri per tutti, ma alla platea del Premio Casato Prime Donne, ha lasciato un messaggio di positività: “Noi
abbiamo fondi per lavorare, partecipiamo a bandi internazionali e finanziamenti internazionali, io sono dell’idea che si necessario fare più di autocritica, i ricercatori italiani devono
mettersi in discussione e confrontarsi con i ricercatori degli altri paesi. Io mantengo attraverso i fondi della ricerca, 40 così detti precari, pubblicano i loro lavori, e portano la
ricerca italiana all’estero, non è vero che non è possibile fare ricerca in Italia e che la sanità pubblica è un disastro. Sono orgogliosa, ha affermato, di lavorare e
di fare ricerca a livello internazionale nell’ambito del servizio sanitario italiano”.

Ilaria Capua, ha concluso il suo intervento con un  richiamo al vino, al buon bere e al buon mangiare, al Brunello di Montalcino Prime Donne, un vino che berrà con suo marito
scozzese, un tempo astemio e adesso convertito al buon mangiare e al buon vino ed è stato molto contento di questo premio che prevede oltre al prestigio di riceverlo anche un omaggio di
bottiglie di Brunello.

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