Influenza A, previsti 12 milioni di malati

Influenza A, previsti 12 milioni di malati

L’Italia sta per essere investita da un aumento dei casi d’influenza A: nel futuro prossimo, i medici della Penisola dovranno fare i conti con 12 milioni di malati, con un tasso di
letalità compreso tra lo 0,1% e lo 0,4%.

Questo è lo scenario delineato dal dottor Fabrizio Pregliasco, virologo, e reso pubblico durante uno workshop sulla pandemia, in corso a Praga.

Presgliasco fa inoltre notare come tale ipotesi “è quella più probabile”. Ragionando sulle diverse variabili, i medici hanno infatti elaborato anche modelli differenti: da quelli
“lievemente” peggiori con 18 milioni di malati, a quelle catastrofiche, con 92.000 decessi (“Questo se il il virus dovesse mutare diventando simile a quello dell’influenza spagnola verificatasi
nel 1918”), fortunatamente al momento remoti.

Il medico sottolinea inoltre come, data la sua novità, il virus H1N1 avrà la prevalenza su quello dell’influenza stagionale: “Questo inverno avremo un terzo dei casi di virus
stagionale e due terzi del nuovo virus. Su 10 milioni di malati, circa 6-7 milioni avranno contratto l’influenza A”.

Per Pregliasco, i problemi sono essenzialmente due: le incognite  e l’effetto “globale”.

Riguardo alle incognite, il medico pone l’accento sul rischio di possibili complicazioni respiratorie, “Quelle colpiscono soprattutto i giovani e che, come nel caso del ragazzo ricoverato a
Monza, si aggiungono al virus A aggravando le condizioni fisiche del paziente”.

Inoltre, il vero banco di prova sarà il modo con cui i servizi (in primis il sistema sanitario, poi il resto degli apparati dello Stato) reggeranno ad una malattia così diffusa e
contagiosa.
Perché, spiega il medico “Nessun medico di oggi ha mai visto una pandemia, l’ultima è stata nel 1968. E poi c’è il rischio che si paralizzino le attività produttive
del paese, i trasporti, ecc. Per questo la campagna vaccinale deve coprire necessariamente non solo le categorie più ovvie, dai medici in giù, ma anche tutti i servizi
essenziali”.

La vera prova del fuoco, ed il probabile picco di malati, sarà a Natale.
Con le festività natalizie ed il ponte per Capodanno, la gente scenderà per le strada, starà insieme e viaggerà: “Solo allora solo allora capiremo quanto questo
virus è davvero forte e quanti casi (e vittime) ci saranno”.

Matteo Clerici

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