Influenza A, l’Inghilterra attende la seconda ondata

Influenza A, l’Inghilterra attende la seconda ondata

Sempre più medici ne sono convinti: la Gran Bretagna sta per essere colpita dalla seconda ondata di influenza A.

A dar voce a tale possibilità (oramai più di un sospetto) Sir Liam Donaldson, Chief Medical Officer, facendo il punto sulla situazione.
Nell’ultima settimana il virus H1N1 ha messo a letto 5200 persone contro le 3000 dei 7 giorni precedenti. Negli ospedali, vengono curati 143 malati, 23 dei quali in condizione critica; il
numero dei morti è salito a 79.

Commentando tali dati, Donaldson ha ammesso che, “Sebbene tale situazione non arrivi inaspettata speravamo di avere un po più di respiro. Non sappiamo se i casi correnti siano l’inizio
della grande ondata, ma certamente sono qualcosa che dà preoccupazione”.

Egli ha anche sottolineato come la vicenda sarà chiarita entro una settimana o due, mentre è (quasi) sicuro che il peggio sarà ad ottobre, in concomitanza con la campagna
nazionale di vaccinazione.
Inoltre, ha fatto presente come le autorità abbiano rilevato casi in cui il virus H1N1 si sia dimostrato resistente al Tamiflu, ma che si tratti di ceppi isolati, esclusivi di singoli
pazienti.

Il Chief Medical Officer si è anche espresso contro la chiusura delle scuole perché misura inutile, in quanto l’influenza A è ormai diffusa in tutta l’Inghilterra.
Dello stesso parere Justin McCracken, direttore dell’Agenzia per la Protezione della Salute (Health Protection Agency), che spiega: “Non intendiamo chiudere le scuole fino a quando queste
potranno operare. Ora il virus H1N1 è diffuso nella comunità e non pensiamo (che la chiusura) possa ritardare significativamente la sua diffusione”.

Come altri Paesi Europei, il governo di Sua Maestà è “appeso” alle decisioni dell’EMEA: prima l’agenzia autorizza i vaccini, prima potrà partire la campagna
d’immunizzazione.

Matteo Clerici

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