Il mio viaggio nella provincia di Cuneo, 2° tappa – Saluzzo

Il mio viaggio nella provincia di Cuneo, 2° tappa – Saluzzo

By Redazione

Il territorio è soprattutto storia. E la storia enologica delle colline Saluzzesi non può prescindere dal Pelaverga, uno dei due vitigni che, assieme al Quagliano, caratterizza in
maniera peculiare tutta la zona. Del Pelaverga e della ricerca della sua massima esaltazione ha fatto una ragione di vita Emidio Maero, uomo innamorato della sua terra e delle sue radici.
Spingendosi verso la Valle Bronda, pochi chilometri a sud ovest di Saluzzo, si giunge al piccolo paesino di Castellar.

Prima di entrare all’interno del contesto abitativo, è sita l’Azienda Agricola Maero, una struttura di mattoni e legno in perfetto stile antico piemontese, circondata su ogni lato da
vigneti e frutteti. Emidio produce vini dal 1999, ma l’attività è stata inaugurata diciotto anni prima dal padre Remigio, tra i primi ad intuire le potenzialità di un vitigno
storico come il Pelaverga. Emidio, a distanza di anni, è subentrato al padre rilevandone in toto l’attività e la missione. Dal rosato Prima Rosa a Pergiorgia, un assemblaggio di
Pelaverga e Barbera che prende il nome dalla prima figlia di Emidio, Giorgia appunto: col proprio lavoro e la propria passione Emidio riesce sempre a trarre il meglio da questo vitigno tanto che
il suo Pelaverga ha recentemente fatto breccia persino nei cuori e nelle papille gustative dei giapponesi.

Attraverso contatti fortuiti e casuali il vino di Maero è giunto sul palato di un importatore del Sol levante e da poco tempo è possibile gustare Pelaverga anche in alcuni locali di
Tokyo. Emidio, invece, continua ad assaggiarlo nel ristorante del fratello Ivano nella vicina Brondello, accompagnato alle acciughe o al tumin dal Mel. Così lo serve solitamente ai gruppi
di degustatori che vengono a visitarlo in cantina.

Gruppi, ma anche singoli avventori alla cui comodità Emidio ha pensato allestendo le due confortevoli camere direttamente sopra la cantina. Un accogliente b&b, il modo ideale per
assaporare la genuina fierezza dei Maero, carpirne l’attaccamento al territorio in tutte le sue sfaccettature. E dunque in un’atmosfera familiare ed avvolgente si può cominciare la
giornata con una colazione basata sulle marmellate e i succhi di frutta al mirtillo che il padre continua a produrre, e finirla in bellezza rapiti dai passiti che Emidio produce da uve
botritizzate o dalla grappa dell’immancabile Pelaverga.

Gianluigi Veronesi – Degusta.it

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