Identità Golose: Newsletter n. 343 di Paolo Marchi del 26 maggio 2011

Identità Golose: Newsletter n. 343 di Paolo Marchi del 26 maggio 2011

Chi è cuoco, lavora in Italia, ha meno di 35 anni e ama la birra, da ieri ha un concorso su misura per lui, voluto da Birra Moretti Grand Cru e
realizzato da Magenta bureau. Si tratta di pensare due ricette con la birra protagonista, un andare oltre l’abbinamento tra piatto e bicchiere per inserire una Moretti tra gli ingredienti.
Tutto spiegato in questa newsletter e, più in generale in rete.

Sarà un percorso lungo, con il gran finale cucinato e bevuto da 10 chef a Roma lunedì 14 novembre.

Intanto cresce il nuovo sito di Identità Golose. Mi piace segnalare tre pezzi caricati da poco: questo, quest’altro e quest’altro ancora. Gli autori? Gualtiero Spotti, Delia Demma e
Simone Tondo. Buona lettera.

Paolo Marchi

Birra Moretti Grand Cru, un premio da…

Probabilmente avrete già letto tutti i dettagli sul nostro sito, proprio qui. Ma rilanciamo la notizia: ha preso ufficialmente il via ieri, mercoledì 25 maggio, il Premio Birra
Moretti Grand Cru, “primo concorso nazionale per giovani chef con la passione della birra in cucina”, promosso da Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose.

Difficile ricapitolare tutti i passaggi di un regolamento molto articolato (che trovate nella sua versione completa, in pdf qui) e che prevede tre diverse selezioni, di qui al14 novembre 2011,
giorno in cui sarà decretato il vincitore unico alla Città del Gusto di Roma. In sintesi, il contest è riservato a chef e sous chef, residenti in Italia e d’età non
superiore ai 35 anni, che vogliono presentare ricette che utilizzano una birra della famiglia Birra Moretti (Birra Moretti, Baffo d’Oro, La Rossa, Doppio Malto, Zero o Grand Cru) come
ingrediente portante e in abbinamento al piatto stesso. In palio c’è un premio dal valore di 10mila euro, a scelta tra quattro soluzioni: 3 viaggi gourmet in Europa (al Noma di
Copenhagen, all’Astrance di Parigi e al Celler de Can Roca di Barcellona), attrezzature professionali per la cucina, arredi per la tavola oppure l’equivalente in prodotti alimentari per l’alta
cucina.

Via via ricapitoleremo sul sito e attraverso la nostra newsletter tutti i dettagli. Per il momento, basti sapere che la prima selezione è fissata per il 20 luglio 2011. E che entro e non
oltre questa data, il concorrente deve far pervenire via posta ordinaria (indirizzo: Magenta Srl, Concorso Birra Moretti – Premio Grand Cru, corso Magenta 46, 20123 Milano) o via email
aclaudia.identitagolose@magentabureau.it, una ricetta a tema obbligatorio che riproduca uno dei piatti simbolo dei 150 anni dall’Unità d’Italia: Spaghetti all’Amatriciana, Risotto alla
milanese, Pasta e fagioli, Parmigiana di melanzane, Baccalà, Pollo arrosto, Bollito misto, Carne cruda/carpaccio/tartara, Vitello tonnato, Tiramisù o Zuppa inglese. Piatti
classici, da interpretare con una Birra Moretti come ingrediente e in abbinamento al piatto. Il numero verde per ogni informazione è 800.825144.

Grand Cru: alla finale di Roma, in giuria 8 cuochi

Il 14 novembre 2011, anticipavamo nella notizia precedente, è il giorno in cui ci si gioca la finale del Premio Birra Moretti Grand Cru alla Città del Gusto di Roma. I 10
concorrenti ammessi dopo le prime due selezioni (i cui dettagli e scadenze vi invitiamo ancora a leggere nei dettagli qui), dovranno elaborare le due ricette precedentemente inviate e
selezionate (ricetta a tema obbligatorio e ricetta a tema libero). I loro piatti saranno giudicati, alla presenza di un funzionario della

Camera di Commercio di Roma da Alfredo Pratolongo, direttore Comunicazione e Affari istituzionali del Gruppo Heineken, da Paolo Marchi, giornalista enogastronomico e ideatore di Identità
Golose, dal sommelier della Pergola di Roma Marco Reitano e da 8 super-cuochi:Massimo Bottura, Andrea Berton, Cristina Bowerman, Gennaro Esposito, Davide Oldani, Claudio Sadler, Davide Scabin,
Emanuele Scarello. Un ottimo motivo in più per arrivare nei dieci. E per giocarsela a Roma.

Da Milano a Roma con le Cene di Identità Golose

Gli esami certo, non finiscono mai ma, per fortuna, anche i sogni. Poi non tutti si realizzano ma questo fa parte della vita. Certo che per per noi di Identità Golosedare appuntamento
per una cena – e che cena, a 5 teste e 10 mani – a Roma è come tagliare un traguardo importante visto che abbiamo base a Milano.

Quando otto anni fa tutto ebbe inizio, tanti mi chiedevano perché mai avessi deciso di organizzare il congresso nella città del panettone. Come se non avesse i titoli. A parte che
la risposta era di una semplicità disarmante (“Ci vivo da quando sono nato”), non era solo una questione di natali. Per me Milano ha sempre saputo far coesistere tradizione e
innovazione, arricchendosi di continuo di nuove idee e nuove figure, in cucina più di Roma. Però la capitale oggi conosce momenti di assoluta qualità, genialità e
dinamismo che Milano può solo invidiarle. Un punto per tutto e tutti: pizza & pizzaioli. E poi le giovani leve.

E giovani saranno i 5 chef che cucineranno lunedì prossimo all’Open Colonna, il teatro del vulcanicoAntonello Colonna, in un evento caratterizzato dal progetto Sognatori del Gusto voluto
da Acqua Panna – San Pellegrino , ma a che un appuntamento con le Cene di Identità Golose, momenti che possono contare anche su sostenitori come Birra Moretti e Lavazza.

Per i nomi dei cuochi e dei loro piatti rimando alla notizia a seguire. Giusto invece ricordare subito che i vini saranno offerti dalla Collina dei Ciliegi, che non vi sarà solo un
cooking show ma anche momenti di colori, danze e musiche, che l’appuntamento è per le 20.30 all’Open Colonna, Scalinata di via Milano 9/a, prezzo tutto compreso 35 euro. Info e
prenotazioni al numero verde 800.825144. Si ringrazia per la collaborazione il sitoMilanodabere.

Ecco la cinquina del Bancarella della Cucina 2011

Ora abbiamo cinque titoli, la sera del 15 luglio ne rimarrà uno solo. Una prima giuria, composta anche da Maura Redaelli, Mariachiara Montera, Andrea Grignaffini, Bob Noto eRoberto
Perrone, ha selezionato a Milano la cinquina dalla quale, a Pontremoli in Lunigiana, uscirà il vincitore assoluto del Premio Bancarella della Cucina 2011 grazie ai voti di una seconda, e
più ampia, giuria.

Nel collage, di Manuel Crippa, le copertine a iniziare, in alto a sinistra, da quella del Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno di Roberta Deiana per l’editore Bietti. A seguire, Nella mia
cucina di Allan Bay per Mondadori, Il ristorante dell’amore ritrovato di Ito Ogawa perNeri Pozza, L’Aroma del mondo di Elisabetta Illy per Hoepli e, infine, La cucina dei Tabarchini di Sergio
Rossi per Sagep Editori.

Sono cinque ottimi suggerimenti per le letture estive prossime venture. Con un invito, che è quasi un obbligo, per coloro che frequentano Carloforte al largo della costa occidentale
sarda: leggete le “storie di cibo mediterraneo fra Genova, l’Africa e la Sardegna”. I Tabarchini sono i nipoti dei nipoti dei nipoti di quei genovesi di Pegli che cinque secoli fa
attraversarono il Mediterraneo da Nord a Sud (oggi i più, tra i disperati, si muovono nel senso inverso) per insediarsi sullo scoglio tunisino di Tabarka e lavorare il corallo. Nel 1738
chiesero e ottennero di colonizzare l’allora disabitata isola degli Sparvieri, poi ribattezzata Isola di San Pietro. Il loro viaggio di ritorno si fermò a metà strada.

La cosa incredibile è che non hanno mai smesso di ragionare/parlare/vivere alla genovese. La Sardegna, che vedi a occhio nudo al di là del mare, appartiene letteralmente a un
altro mondo. La stessa appartenenza alla provincia di Carbonia-Iglesias è “mitigata” dal legame onorario con quella di Genova, al pari di Calasecca.

Pregl, Bezzecca e uno stinco da incorniciare

Claudio Pregl, trentenne trentino, è stato tra i relatori di Identità 2011 lo scorso mese di gennaio a Milano. Parlò di miele assieme con Andrea Paternoster, forte
dell’esperienza accumulata a Bezzecca in Val di Ledro con la gestione del locale di famiglia, la Baita Santa Lucia in località Santa Lucia.

Bezzecca è nella storia italiana per la battaglia vinta da Garibaldi il 21 luglio 1866, Terza Guerra di Indipendenza, e per il successivo, celeberrimo “Obbedisco”. Era il 3 agosto. Il
generale si preparava a liberare Trento, invece dovette preparare i bagagli e liberare i territori austriaci occupati. Era stato firmato l’armistizio.

E austriaco era anche il nonno di Claudio, Frederick Pregl, detto inevitabilmente Fritz. Nato a Klagenfurt, cresciuto prima a Villach e poi a Tarvisio, dove faceva il macellaio, dal vortice
della seconda guerra mondiale riemerse trentino. “Baita Santa Lucia – da Fritz – Ristorante tipico trentino”, è scritto sulla carte di vini, curata con intelligenza e competenza da
Annelise, sorella dello chef. Le etichette in sé non sono molte, ma sono tante se pensiamo che fotografano la produzione trentina, più un paio di eccezioni alto atesine.

La cucina celebra la storia culinaria di questa fetta di Alpi, stretta tra la provincia di Brescia (ma Storo, con il suo mais, è già Trentino) e Riva del Garda. Superba la Crema
di patate viola di Ledro e vaniglia, note profumate e persistenti per la Carne salada proposta come carpaccio, da meditazione i canederli (rotondi, in brodo, o piatti, formaggiosi), da urrah la
polenta di patate (da ordinare in anticipo) che si sposa bene ai salumi ma che trova la sua morte con lo Stinco di maiale al forno con crauti. Guai non concludere con i frutti di bosco al
miele.

Alice Varese, Charlie Brown e l’Amaro Cora…

Il Marshmallow ripensato da Viviana Varese da Alice in via Adige 9 a Milano, telefono 02.5462930.

La toffoletta cara a Charlie Brown viene proposta come crema dolciosa che si coccola con un coulis di lamponi – la doppia spirale ricorda il logo dell’Amaro Cora – e tutt’attorno sorbetto di
lamponi, foglioline di origano fresco, scagliette di cioccolato fondente e cubetti di brownies. Più un lampone solitario, più un mirtillo, più tanti colori.

Notare bene: da Alice strepitosa cena a tutto pesce, idee vive e vere.

Da domani a Genova Slow Fish edizione 2011

Da domani, venerdì 27 maggio, e fino a lunedì 30, edizione 2011 di Slow Fish a Genova, una città che Paolo Parisi, sommo artigiano del gusto, racconta molto bene qui. Nel
mio piccolo, mi sono ritagliato una lezione a tutto mare con Michele Rotondo, ristoratore pugliese alla Masseria Petrino. L’appuntamento è per domani alle 16 al Teatro del Gusto (e
sabato pomeriggio toccherà aGabriele Zanatta presentareMehmet Gürs).

IDENTITÀ GOLOSE n° 343 – 26.05.2011,
la newsletter di Paolo Marchi
Per gentile concessione

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