I lupini: farmaci naturali contro il diabete

I lupini: farmaci naturali contro il diabete

Il lupino è alleato dei malati di diabete.

Tale legume contiene infatti conglutina-gamma, proteina capace di imitare gli effetti dell’insulina.

Lo spiega una ricerca dell’Istituto San Raffaele di Milano e dell’Università degli studi di Milano (dipartimenti Sport, nutrizione e salute e Scienze molecolari agroalimentari) diretta
dal professor Livio Luzi e pubblicata su “Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases”.

Luzi e compagni hanno osservato gli effetti della conglutina-gamma sulla concentrazione di glucosio plasmatico, usando delle cellule precursori delle fibre muscolari di topo. Essi hanno potuto
notare come tale glicoproteina abbia un ruolo importante nel regolare dei processi di sintesi delle proteine.

Secondo gli studiosi, la conglutina-gamma può “Contribuire a migliorare il metabolismo del glucosio: imitando l’insulina, la sostanza in questione aumenta la concentrazione di proteine
attivatori di GLUT-4, il trasportatore di glucosio del muscolo, e di regolare il metabolismo dei muscoli.

Per il professor Luzi, i dati raccolti indicano “Che la conglutina-gamma, come l’insulina, facilita il reclutamento delle cellule muscolari giovani, incentivando la loro fusione in fibre
muscolari mature e promuovendo un incremento della loro lunghezza e diametro”.

Riguardo al contrasto al diabete, per il ricercatore la glicoproteina esaminata è “Molto interessante per il potenziale trattamento del diabete di tipo  2 con dei vantaggi rispetto
alla terapia tradizionale”. Non ultimo il fatto che si tratta di un derivato naturale, “Potenzialmente scevro da effetti indesiderati”.

In ogni caso, il lavoro dei ricercatori italiani non è ancora concluso, i risultati non definitivi. Il prossimo passo dell’indagine sarà approfondire le qualità della
conglutina-gamma in veste di composto insulino-sensibilizzante e aprire alla sua applicazione come farmaco, come integratore alimentare nell’obesità, e anche in altre condizioni
insulino-resistenti come la sindrome metabolica.

LINK alla ricerca

Matteo Clerici

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