Il pesce: un aiuto contro il diabete

Il pesce: un aiuto contro il diabete

I diabetici dovrebbero includere nella propria alimentazione il pesce, almeno 2 volte a settimana. Tale cibo è particolarmente efficace nel proteggere i reni, da complicanze ed eventuali
disturbi.

Lo sostiene uno studio dell’Università di Cambridge (sezione Medical Research Council Epidemiology Unit), diretto dalla dottoressa Amanda Adler e pubblicato dal “American Journal of
Kidney Disease”.

Il punto di partenza del lavoro è stata una constatazione: per i malati di diabete, le preoccupazioni principali sono il controllo dei carboidrati (quantità e qualità) e
l’apporto delle proteine. L’obiettivo, evitare malattie renali, spesso associate ad elevati livelli di glucosio.

Su questo punto, spiegano i ricercatori: “Sulla base di recenti osservazioni, siamo giunti alla conclusione che non è tanto la quantità di proteine assunte ciò che dovrebbe
essere modificato nella dieta di un diabetico, quanto la tipologia della fonte alimentare proteica”.

Allora, la dottoressa Adler e colleghi si sono concentrati sul pesce, per definizione ottima fonte di proteine. Essi hanno così monitorato il consumo di pesce in 22.000 volontari, 517
dei quali affetti da diabete (principalmente di tipo 2).

I risultati hanno così evidenziato come il mangiare pesce più di una volta a settimana era associato con una ridotta concertazione di macroalbuminuria. Tale proteina, rinvenuta
nelle urine, è la spia del malfunzionamento dei reni. E, come controprova, il ridotto consumo di pesce si legava ad alti livelli di macroalbuminuria.

Il team di Cambridge conclude così che un consumo regolare dell’alimento in questione potrebbe rivelarsi un elemento  significativo in grado di prevenire e regolare i disturbi
renali nei pazienti diabetici. “I composti nutritivi presenti nel pesce sono in grado di prevenire le malattie renali facilitando il controllo dei livelli di zuccheri e migliorando il profilo
lipidico del sangue”, spiega la dottoressa Adler.

Ma non tutte le specie vanno bene alla stessa maniera. La scienziata consiglia fortemente i pesci magri: medaglia d’oro per l’orata, ma anche cernia, merluzzo, scampi e gamberi sono
consigliabili.

Da evitare, invece, le varietà “grasse”: sgombro, salmone, anguilla, capitone e aringa.

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Matteo Clerici

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