Contro il diabete, un sensore meccanico
27 Gennaio 2010
Un sensore ad alta tecnologia, in grado di aiutare chi è affetto da diabete a gestire la malattia.
E’ il risultato di una ricerca dell’Università della Florida, diretta da Fan Ren e pubblicata da “Science Daily”.
Gli studiosi hanno “preso spunto” dalla tecnologia usata per alcune parti dei cellulari, realizzando così 15 versioni diversi del micro-sensore.
In una di queste, il diabetico soffia sopra di esso e la macchina analizza il livello di glucosio condensato nel respiro, fornendo così la glicemia. In un altra, il sensore (sempre
tramite respiro) individua il PH. Un modello più sofisticato si basa invece sull’analisi della saliva: studiandola, è in grado d’individuare problemi ulteriori, come la presenza
di cellule tumorali.
In tutti i casi, l’elaborazione dei dati è veloce, circa 5 secondi; inoltre questi possono essere inviati wireless al medico curante, per decisioni in tempo reale.
Al momento, Fan Ren e colleghi spiegano come la loro invenzione non sia in commercio, ma diverse aziende si sono già dichiarate interessate.
Oltre alla funzionalità, il sensore ha infatti dalla sua i limitati costi di produzione: usando infatti materiali già in uso nell’elettronica, i costi sono davvero bassi (20
centesimi di dollaro a chip), cifra che sale fino a 40 dollari per il kit completo di sistema wireless. Ma grazie alle economie di scala, si può arrivare anche a dimezzare questi costi.
Matteo Clerici




