I luoghi di Milano: LA CASA DEL DIAVOLO E LA PESTE DEL MANZONI

I luoghi di Milano: LA CASA DEL DIAVOLO E LA PESTE DEL MANZONI

By Giuseppe

La “Casa del diavolo”, ora adibita ad uffici, si trova in corso di Porta Romana 3. Il palazzo risale al Seicento, è in stile barocco lombardo

Nel 1630, mentre i monatti percorrevano le vie della città trascinando carri ricolmi di cadaveri, un aristocratico milanese, Lodovico Acerbi, usciva ogni giorno dal suo palazzo in carrozza trainata da sei cavalli neri

 

Milano, 31  ottobre 2025

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

di Ben Sicchiero

LA CASA DEL DIAVOLO E LA PESTE DEL MANZONI

Una delle frasi più belle e celebri di Alessandro Manzoni sulla peste di Milano, tratta da “I Promessi Sposi”, è: Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. Si riferiva al modo in cui la popolazione e le autorità reagirono alla peste, una riflessione profondissima e sempre attuale: Manzoni denuncia l’irrazionalità collettiva e la paura che soffoca la ragione nei momenti di crisi.

Nel 1630, mentre i monatti percorrevano le vie della città trascinando carri ricolmi di cadaveri, un aristocratico milanese, Lodovico Acerbi, usciva ogni giorno dal suo palazzo in carrozza trainata da sei cavalli neri, scortato da sedici staffieri in livrea verde dorata.

Il palazzo ospitava di continuo feste sontuose, come se i frequentatori non avessero alcun timore del contagio (infatti non ci sono notizie di ospiti colpiti dalla peste) e ciò alimentava le voci secondo le quali gli invitati non si ammalassero per intervento soprannaturale, e che le feste fossero organizzate esclusivamente per occultare un’attività demoniaca. I cronisti del tempo non riuscivano neppure a descrivere la figura di Lodovico Acerbi: “Di anni cinquanta circa, con barba quadrata e lunga, né giovane né vecchio, né magro né grasso, né bianco né nero”. Ecco quindi il nobile diventare il “signore oscuro” se non addirittura l’involucro in carne ed ossa del Diavolo stesso; e il suo palazzo diventare “la casa del Diavolo”.   Anche allora il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”.

La “Casa del diavolo”, ora adibita ad uffici, si trova in corso di Porta Romana 3. Il palazzo risale al Seicento, è in stile barocco lombardo, e presenta elementi architettonici distintivi: cortili porticati, facciata su tre piani, scalone a tre rampe, saloni decorati. L’entrata  ha un portale (sul quale è conficcata una palla di cannone ricordo delle Cinque Giornate) che secondo alcuni contiene maschere o volti dalle fattezze “demoniache” o inquietanti, che alimentano l’aura misteriosa della struttura.

Il palazzo è sopravvissuto a svariati eventi, anche ai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale che hanno  pesantemente colpito il quartiere. Un puro caso?

E’ raggiungibile con le linee  Metropolitane 1 e 3; gli autobus 50, 57, 59, 60, 15; i tram 14 e 2.

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