I cacciatori bergamaschi possono tornare a caccia

By Redazione

Bergamo – Domani si può tornare a caccia, il Consiglio di Stato ha sospeso l’ordinanza del TAR che aveva decretato a sorpresa generale il fermo della stagione venatoria; la
Provincia ha vinto la prima battaglia.

È un successo importante, che premia l’azione generale svolta per la caccia, l’impegno e la sollecitudine con cui, subito dopo il pronunciamento del TAR, la Provincia aveva fatto ricorso
al Consiglio di Stato. Ora c’è questa prima significativa vittoria, di cui sarà senz’altro molto contento il mondo dei cacciatori bergamaschi, ingiustamente discriminati dal TAR
rispetto ai cacciatori delle province vicine. A creare questo sconcertante stop alle doppiette era stata un’iniziativa del WWF.
Ora, il 27 novembre ci sarà l’udienza al Consiglio di Stato in vista della decisione finale sul provvedimento del TAR, ma intanto questo rappresenta un notevole punto a favore della
causa venatoria, sostenuta con determinazione e puntiglio dalla Provincia di Bergamo.

In questo momento è giusto riconoscere al Consiglio di Stato il merito di essersi espresso con tempestività recependo l’urgenza della materia, proprio mentre si è ancora
nel vivo della stagione di caccia.
“La revoca dell’ordinanza del TAR – commenta soddisfatto il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni – premia l’operato della Provincia che si è sempre mossa per difendere gli
interessi e la causa della caccia e della tutela delle tradizioni rurali bergamasche. Il mio pensiero, in questo momento, va a tutti i nostri cacciatori che possono tornare ad esercitare la
loro passione, per la quale d’altra parte avevano pagato le non poche tasse regionali e nazionali. Una vicinanza speciale la provo poi per i cacciatori più anziani, che costituiscono la
base più numerosa del popolo dei cacciatori bergamaschi”.

Dal canto suo l’assessore provinciale alla Caccia, Luigi Pisoni si compiace del riconoscimento giunto da Roma sul ricorso subito inoltrato dalla Provincia: “Il mio apprezzamento va in
particolare all’eccellente lavoro tecnico-giuridico svolto dallo staff della Provincia e dagli avvocati e, in parallelo, anche al tempestivo pronunciamento del Consiglio di Stato su questo
contenzioso. Mi auguro che i cacciatori bergamaschi possano ora apprezzare e riconoscere l’efficacia della strategia messa in atto dalla Provincia, che non ha ceduto ai cattivi consigli di
qualcuno e all’ondata di protesta su cui hanno soffiato taluni ben identificati ambienti”.
E a questi ambienti fa riferimento esplicito e duro il Presidente Valerio Bettoni: “Di fronte ai problemi occorrerebbe sempre mantenere i nervi saldi, correttezza, compostezza e rispetto dei
ruoli. È un messaggio chiaro a coloro che, anziché ragionare sui problemi, preferiscono cavalcarli come cavalcano spregiudicati la curva nord, con gli effetti che sappiamo.
Attenti, però. Chi semina vento, alla fine raccoglie sempre tempesta”.

La rabbia del Presidente Bettoni contro chi ha cavalcato la protesta venatoria – L’ira del Presidente della Provincia Valerio Bettoni è scesa stasera sulla sala del Consiglio
provinciale e sui presenti alla conferenza stampa voluta per comunicare l’attesa notizia: e cioè che da domani, sabato 17 novembre, si può finalmente tornare a caccia.
Il Consiglio di Stato ha infatti dato effetto sospensivo all’ordinanza di? sospensione della caccia, una settimana fa, con tutti i focolai di tensioni e di polemiche viste e rimbalzate sui
giornali.
Bettoni non ha usato mezzi termini contro quei politici che non hanno esitato a sparare sulla Provincia, in particolare sul Presidente e sull’assessore alla Caccia, Luigi Pisoni, speculando in
un momento di difficoltà. Un atteggiamento di calcolo, di opportunismo, nella speranza evidente e conclamata di trarne vantaggi elettorali. Un disegno perfido. “La Provincia ha lavorato
sodo per arrivare al Piano faunistico. Ben sette riunioni di Commissione e alla fine il Piano è stato approvato da tutti, tranne un consigliere. Non è possibile avere la memoria
corta e non ricordarsi delle posizioni prese, dei voti espressi in Consiglio provinciale e ribaltare sulla Provincia colpe che proprio non ha e non merita. Questo è un atteggiamento
inaccettabile e chi se ne è reso protagonista dovrebbe vergognarsene e dimettersi per coerenza e per dignità”. Parole dure, su cui ha insistito, caso mai il concetto non fosse
chiaro, perché non si possono cavalcare tutte le ondate della propria nicchia di visibilità e di consenso.
Bettoni ha ripercorso l’iter, ha parlato di quanto accaduto dall’ordinanza del TAR all’unanimità e collegialità della Giunta che ha deciso compatta il ricorso al Consiglio di
Stato. Ha detto ancora – il Presidente Bettoni – di rispettare le regole, anche il pronunciamento del TAR: ognuno si assume le proprie responsabilità. Ma la Provincia non può
prendersi colpe che non ha e nessuno può addossarle responsabilità che non sono sue”.
Naturalmente, oltre allo sfogo per quanto accaduto e per gli attacchi che sono stati sferrati contro lui, contro l’assessore Pisoni e contro la Provincia tutta, Valerio Bettoni ieri era un uomo
raggiante quando ha appreso la notizia che i cacciatori da domani torneranno a poter esercitare un diritto per il quale hanno pagato le relative tasse. E con questo spirito ha ringraziato
calorosamente tutti quanti sono stati vicini alla Provincia in un momento di tempesta scatenata da fuori: politici corretti, in primis il consigliere regionale di AN, Pietro Macconi, presente
in sala, associazioni venatorie, loro presidenti e affiliati. Ha poi passato la parola all’assessore alla Caccia, Luigi Pisoni e al consigliere regionale Macconi, entrambi soddisfatti della
piega presa dal caso e della tempestività che il Consiglio di Stato ha avuto. Pietro Macconi ha voluto aggiungere la sua solidarietà piena al Presidente e all’assessore per quanto
hanno dovuto subire, pur avendo agito correttamente e nell’interesse dei cacciatori e il compiacimento per il buon senso del Consiglio di Stato.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD